June 11, 2020 / 11:13 AM / 2 months ago

Borsa Milano, indici in profondo rosso dopo Fed, giù banche, Fca, tiene Italgas

MILANO, 11 giugno (Reuters) - Indici in profondo rosso a Piazza Affari, e più in generale sui mercati europei, penalizzati dalle cupe prospettive economiche delineate ieri sera dalla Federal Reserve, che come nelle attese ha lasciato i tassi invariati, con la prospettiva che resteranno vicini allo zero almeno fino al 2022.

L'edificio della borsa di Milano, il 18 marzo 2013. REUTERS / Alessandro Garofalo

“I mercati sono dubbiosi su come procedere e, quindi, si realizza dopo il rally delle ultime sedute anche a seguito della decisione della Fed da cui non sono emerse novità. Direi che si tratta di vendite da book vuoti”, osserva un trader.

La Fed ha promesso il proprio supporto per i prossimi anni all’economia sconvolta dagli effetti della pandemia e ha aggiunto che manterrà gli acquisti di bond come minimo agli attuali livelli.

Lo spread di rendimento fra titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si restringe lievemente a 184 punti base mentre, sul fronte delle materie prime, il Brent è in calo poco sopra i 40 dollari al barile.

Molto male le banche, penalizzate anche dall’incremento dello spread che pesa sui portafogli degli istituti di credito. Giù il settore a livello europeo con un ribasso del 4%. In particolare, INTESA SANPAOLO e UBI BANCA cedono rispettivamente il 3,3% e il 3,4%. In un’intervista, il presidente di Banca Imi Gaetano Micciché ha detto che Intesa è fiduciosa di potere superare le criticità sollevate dall’Antitrust sull’Ops su Ubi Banca e che non ha intenzione di apportare alcuna modifica all’offerta. Secondo indiscrezioni stampa, Intesa potrebbe trasferire ulteriori 50-100 filiali a BPER, che perde il 3,4%, già pesantemente colpita ieri, perché questa ipotesi potrebbe comportare un maggiore esborso da parte di Bper rispetto a quanto stimato fino a oggi.

In calo anche Unicredit (-4,5%), Mediobanca (-2%). Giù anche il risparmio gestito con Banca Mediolanum in calo del 3,7% e Azimut del 2,5% nonostante la raccolta netta del mese di maggio superiore alle attese dei broker.

Non c’è pace per il titolo FCA in flessione anche oggi con un 5,6%, penalizzato dalla prospettiva di dover affrontare una lunga indagine antitrust della Ue per la fusione con Psa e quindi con un probabile allungamento della tempistica prevista per la conclusione del deal. Secondo il broker Banca Imi “la procedura Antitrust Ue potrebbe mettere a rischio la tempistica della fusione, la cui finalizzazione è attesa nella prima metà del 2021. Questo potrebbe tenere il titolo sotto pressione”. Male anche Cnh (-6,7%)

Prosegue il flusso di vendite su Autogrill, presa di mira anche oggi con un calo del 5,6%. Da inizio anno il titolo cede oltre il 44%, sensibile ai dati sul traffico autostradale e aeroportuale non solo in Italia per il recupero dei ricavi post lockdown. Giù anche Atlantia in flessione del 6% in attesa dei risultati del primo trimestre a mercati chiusi. Ieri l’annuncio che il traffico sulla rete autostradale nella scorsa settimana è sceso del 30,4% su base annuale, mentre quello passeggeri su Aeroporti di Roma del 95,5%. Secondo Equita, “il dato di Aspi è positivo, perché la piena riapertura ha impattato 5 giorni su 7 della settimana passata. Stimiamo quindi che il calo possa essere stato del 20-25% nei giorni della settimana di totale riapertura degli spostamenti”.

Vendite copiose anche su Tim (-5,3%), nonostante la caratteristica difensiva del titolo.

Resilienti, invece, le utility come Snam che cede l’1,5%, Enel (-0,8%), mentre è raccolta Italgas (+0,1%) dopo l’annuncio della guidance per il 2020, che recepisce gli impatti del Covid-19, con un obiettivo di ricavi superiore a 1,3 miliardi e un Ebitda fra 960-980 milioni. “Le stime di Ebitda sono migliori delle attese, probabilmente per maggiori riconoscimenti di ammortamenti sui contatori dismessi”, scrive Equita nel daily.

Infine, pesante anche il comparto oil, con Eni in calo del 3,5% e Saipem (-3,8%).

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