June 11, 2020 / 8:48 AM / 2 months ago

Liquidità, "stiamo rompendo le scatole" a banche lente ma no temi strutturali - Angelini

MILANO (Reuters) - Banca d’Italia ha chiesto ragione di tassi di erogazione dei prestiti garantiti dallo stato in rapporto alle richieste, inferiori alla mediana di sistema; ma, dalle analisi, non emerge sia un fenomeno correlato a caratteristiche strutturali come la posizione di capitale o di liquidità delle banche.

Intervenendo presso la Commissione d’inchiesta sulle banche, il responsabile della vigilanza di Via Nazionale, Paolo Angelini, osserva come il “processo per far affluire il credito alle Pmi, pur avviatosi con difficoltà, sembra essersi definitivamente messo in moto”.

In marzo-aprile le società non finanziarie in Italia hanno ricevuto credito per 22 miliardi, a fronte di 27 in Germania, 59 in Francia e 35 in Spagna, chiarisce Angelini.

Nel corso dello scorso mese e’ quasi raddoppiata - al 61% al 29 maggio da 33% al 15 maggio - la quota di richieste di prestiti fino a 25.000 euro cui ha fatto seguito un’erogazione.

In ogni caso Banca d’Italia ha scritto a un gruppo di banche più lente della media nel concedere credito garantito per indagare sulle cause dei ritardi.

“Noi stiamo rompendo le scatole alle banche perché stanno nella coda sbagliata della distribuzione (statistica)” ha detto Angelini, sottolineando come sia positivo che non emergano correlazioni significative con elementi strutturali “come per esempio poco capitale molta lentezza”.

In generale tuttavia il capo del dipartimento di Vigilanza rileva come la domanda di finanziamenti garantiti sia finora giunta “da una frazione relativamente piccola delle imprese aventi diritto”.

Le imprese italiane hanno infatti esigenze di liquidità molto differenziate, tanto che tra marzo e aprile i depositi bancari delle società non finanziarie sono aumentati di 6,9 miliardi. Un dato, dimezzato rispetto all’aumento registrato nello stesso periodo un anno fa (14 miliardi circa), ma che conferma un trend ormai decennale di miglioramento della posizione di liquidità delle aziende.

“Dal 2014 la posizione finanziaria netta delle imprese italiane e’ diventata positiva, prima di allora prendevano a prestito dalle famiglie ma poi sono divenute contributrici nette,” ha spiegato Angelini, aggiungendo pero’ che si tratta di una situazione molto da “pollo di Trilussa” per cui c’e’ “una fascia di imprese che non si riconoscono in questa fotografia” contrapposte a “imprese molto liquide” - un dato peraltro che puo’ anche essere legato alla carenza di investimenti.

Angelini ha inoltre fornito indicazioni sul costo per le imprese delle operazioni assistite dalla garanzia del MCC: alla data del 29 maggio, la media dei tassi annui applicati è stata pari a 1,2 per cento per le operazioni fino a 25,000 euro interamente garantite dallo Stato e al 2,4 per cento per le operazioni diverse da quelle interamente garantite.

In media, i tassi medi applicati dalle banche significative sono minori di quelli applicati dalle banche minori con un differenziale di circa 16 centesimi per prestiti fino a 25,000 euro e maggiore per le altre tipologie di prestiti.

Una possibile spiegazione di questo divario, ha sottolineato Angelini, potrebbe risiedere nel fatto che le banche minori tipicamente hanno rapporti con aziende piu’ piccole, quindi piu’ rischiose.

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