June 9, 2020 / 3:45 PM / 2 months ago

Borsa Milano storna su realizzi, pesano banche e oil, bene Nexi, Cnh

MILANO, 9 giugno (Reuters) - Giornata di realizzi a Piazza Affari, che storna dopo sei sedute positive consecutive, con l’indice Ftse Mib nuovamente sotto quota 20.000 punti. In calo anche le altre borse europee. Negativo l’avvio di Wall Street.

Un passante vicino alla Borsa di Milano. REUTERS/Paolo Bona

A scatenare l’ondata di vendite la raccomandazione del Comitato europeo per il rischio sistemico (Cers) sullo stop alla distribuzione di dividendi fino alla fine di quest’anno. “Nessuno pensa di comprare le banche puntando sui dividendi quest’anno. Diciamo che è l’occasione per chiare prese di profitto”, osserva un trader.

Peraltro, i livelli raggiunti dagli indici azionari suggeriscono una pausa di riflessione e una rotazione settoriale in una fase in cui le economie sono ancora in profonda recessione a seguito della pandemia del coronavirus.

Lo spread del rendimento fra titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si muove intorno ai 176 punti base, mentre sul fronte delle materie prime il Brent è in calo a 40 dollari al barile.

Stop al rally dei bancari penalizzati dai realizzi a seguito della raccomandazione del Cers sui dividendi.

Intesa Sanpaolo e Ubi Banca tra i ribassi più pesanti, in calo rispettivamente del 4,4% e del 4,9% circa, dopo che l’Antitrust ha detto che l’Ops lanciata da Intesa su Ubi non è allo stato autorizzabile a causa delle incertezze sull’accordo sottoscritto dalla banca di Carlo Messina con Bper Banca sulla cessione di un ramo d’azienda per evitare una posizione dominante.

In profondo rosso anche Unicredit e Mediobanca, in calo rispettivamente del 3,5% e del 4,2%. Lo stoxx europeo arretra del 3,6%. Il broker Banca Imi rileva che “nelle nostre stime assumiamo già nessun dividendo per il 2020 e il ritorno al pagamento della cedola nel 2021, mentre una potenziale estensione della sospensione al 2021 avrebbe un impatto negativo sulle nostre stime”. Male anche il risparmio gestito con Banca mediolanum in flessione del 3,7%, Azimut di oltre il 4%.

Travolta dalle vendite Banca Profilo arretra del 5,5% dopo il forte rialzo delle ultime sedute.

Raccolta Nexi, in crescita del 2% circa, che risente delle proposte di misure per accelerare l’utilizzo dei pagamenti tracciabili nel piano presentato da Vittorio Colao.

Pesante Fca, in calo del 4% dopo i timori emersi ieri sul fronte Antitrust Ue in merito alla fusione con PSA per il settore dei furgoni. Il broker Equita non ritiene “che la fusione corra dei rischi per questo, dato che si tratta di un problema ben noto al management; al limite potrebbe causare un allungamento dei tempi”.

In controtrend Cnh Industrial si muove in rialzo del 2,2% sulla scia, secondo un trader, del balzo ieri al Nasdaq di Nikola Corporation di cui la controllata Iveco possiede una quota del 7,1% circa. Il broker Equita sottolinea che la partecipazione è “nella combined entity, rinveniente dal conferimento di 250 milioni (di cui 100 milioni in cash e 150 milioni in asset) concordato quando venne siglata la partnership strategica a settembre 2019. Questa partecipazione ai prezzi di mercato vale oggi circa 1,7 miliardi di euro (pari a circa 1,1 euro per azione) con un effetto positivo sulla nostra valutazione di circa 1 euro per azione”.

Diasorin rallenta dai massimi con un rialzo dell’1,1% dopo il calo di ieri a seguito della pronuncia del Tar della Lombardia che ha annullato l’accordo con la Fondazione San Matteo di Pavia per la fornitura dei test sierologici nella regione. Oggi il titolo si avvantaggia della rotazione settoriale che premia i settori più difensivi come l’healthcare. Per il broker Banca Imi, la notizia è negativa “anche se la fornitura di test alla Lombardia non è così significativa in termini di volumi per Diasorin”.

Giù tutto il comparto oil nonostante la tenuta del prezzo della materia prima. In testa Eni con un calo del 3,6%. Ma va giù anche Saras in flessione del 5,4% penalizzata dai margini di raffinazione “sempre molto deboli nell’ultima settimana sotto il breakeven a seguito del recupero del prezzo del greggio e da un quadro macro molto complesso dal lato della domanda”, osserva un broker.

Per contro forte Maire Tecnimont (+3,9%) dopo l’annuncio di un contratto da 400 milioni di dollari in Algeria nel business Oil & Gas.

In forte ribasso anche Autogrill che arretra del 5,1%, giù anche Leonardo in flessione del 4%.

Fra i minori balzo per Cellularline (+4,6%) dopo l’accordo triennale firmato con il brand auto Altec Lansing.

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