June 1, 2020 / 8:01 AM / in 2 months

Cattolica, Ivass chiede aumento 500 mln per indebolimento solvibilità gruppo

MILANO (Reuters) - L’Ivass, l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni, ha chiesto a Cattolica Assicurazione (CASS.MI) di effettuare un aumento di capitale da 500 milioni di euro entro l’inizio dell’autunno dopo aver rilevato un indebolimento della solvibilità del gruppo.

E’ quanto si legge in una nota della società, che conferma indiscrezioni stampa.

Intorno alle 9,30 il titolo Cattolica cede oltre l’11% a 13,44 euro.

Nel comunicato Cattolica spiega di aver ricevuto una lettera in cui l’Ivass mette in evidenza “la situazione di solvibilità indebolita del gruppo, della capogruppo e di talune controllate a seguito del deterioramento dei mercati finanziari conseguente alla diffusione della pandemia da Covid-19”.

L’Ivass sottolinea in particolare come due società controllate Vita, BCC Vita e Vera Vita, abbiano presentato una stima di solvency ratio inferiore al minimo regolamentare, con la prima sotto il livello del MCR (Minimum Capital Requirement).

Inoltre, l’Ivass nota come i solvency ratio del gruppo, della capogruppo e di altre due società controllate Danni, pur rimanendo sempre sopra i minimi regolamentari, abbiano riportato dei valori al di sotto delle soglie interne di ‘Risk Appetite Framework’, che l’istituto di vigilanza suggerisce inoltre di calibrare meglio.

Nella lettera viene anche rilevata, per quanto riguarda l’asset allocation, l’esposizione verso obbligazioni di minore qualità (titoli con rating BBB- o inferiore, o privi di rating).

“A seguito di tali considerazioni, l’Istituto di Vigilanza rileva la necessità di interventi di patrimonializzazione che si attende vengano perseguiti mediante l’utilizzo integrale della delega proposta alla prossima assemblea straordinaria dei soci convocata per il 26/27 giugno, pari ad un aumento di capitale di 500 milioni da effettuarsi entro l’inizio dell’autunno”, dice la nota.

Viene inoltre richiesta al gruppo la presentazione entro fine luglio di un piano che descriva le azioni intraprese e di sospendere il pagamento della componente variabile della remunerazione agli esponenti aziendali.

In risposta alla lettera dell’Ivass il Cda di Cattolica ha dato mandato al management di preparare un piano nei tempi richiesti, al fine di rafforzare la solvibilità del gruppo, si legge nella nota.

Inoltre si spiega che lo scorso 22 maggio erano già state discusse delle misure di ripatrimonializzazione.

Nel comunicato infine si rende noto che l’ex AD Alberto Minali ha rassegnato le dimissioni da consigliere e ha chiesto alla società 9,6 milioni di danni a seguito della revoca delle deleghe, “pretese comunque da ritenersi infondate e che saranno oggetto di adeguata risposta in sede difensiva” secondo la società.

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Elisa Anzolin, in redazione a Milano Sabina Suzzi

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