May 29, 2020 / 11:28 AM / 2 months ago

Istat: Pil trim1 a -5,3% su Covid, Nic maggio torna negativo

ROMA (Reuters) - Con i dati diffusi stamani su Pil del primo trimestre e inflazione di maggio, Istat ci consegna la fotografia di un’economia italiana segnata da una contrazione senza precedenti legata alla pandemia da Covid, come atteso, sulla quale si innestano le prime pericolose spinte deflattive.

L’Istituto di statistica ha rivisto marcatamente al ribasso il dato congiunturale del Pil nei primi tre mesi dell’anno - solo parzialmente segnati dal ‘lockdown’, iniziato il 9 marzo - portandolo a -5,3% da un preliminare a -4,7%. Il dato tendenziale è stato tagliato a -5,4% da -4,8%.

“La stima completa dei conti economici trimestrali conferma la portata eccezionale della diminuzione del Pil nel primo trimestre con flessioni mai registrate dal primo trimestre del 1995”, commenta l’Istituto di statistica, ricordando che i numeri preliminari erano stati resi noti il 30 aprile scorso.

A trascinare la caduta del Pil, aggiunge, soprattutto la domanda interna, incluse le scorte, mentre quella estera ha fornito nel trimestre un contributo negativo meno marcato.

Con la lettura definitiva, il Pil italiano nel trimestre in esame si porta lievemente al di sotto dei livelli attesi dagli analisti, che vedevano una contrazione del 5,0% su trimestre e del 5,1% su anno.

Nel dettaglio, la spesa delle famiglie è diminuita del 6,6% congiunturale, gli investimenti dell’8,1%, importazioni ed esportazioni rispettivamente del 6,2% e dell’8%.

Per Loredana Federico, economista di Unicredit, la decisa revisione al ribasso “non ha sorpreso, anzi era strano che fossimo più immuni dalla crisi di altri Paesi Ue” come indicava la stima preliminare.

Il profondo rosso registrato dal Pil è comunque in linea con quello visto in altri Paesi della zona euro sconvolti dagli effetti del coronavirus, una situazione che ha spinto Bruxelles a presentare due giorni fa un piano per la ripresa da 750 miliardi di euro, due terzi dei quali a fondo perduto.

VISCO AVVERTE DI PERICOLOSE SPINTE DEFLATTIVE

Nelle sue considerazioni finali durante l’assemblea annuale di Bankitalia, proprio stamani, il governatore Ignazio Visco ha sottolineato che l’attuale situazione di profonda crisi ha fatto riemergere scenari di deflazione che la Bce è pronta a contrastare, anche adottando nuovi strumenti dopo il programma straordinario di acquisti sul mercato da 750 miliardi di euro.

Visco ha però ammonito che una riduzione permanente dell’inflazione attesa o una dinamica deflattiva potrebbe dare il via a “un pericoloso avvitamento tra il declino dei prezzi e quello della domanda aggregata”, in un contesto di elevati debiti pubblici e privati.

Maggio, mese in cui è iniziato l’allentamento del ‘lockdown’ in Italia - che contava a ieri oltre 33.000 vittime e 230.000 casi - ha registrato un indice Nic negativo per la prima volta dall’ottobre 2016, complice soprattutto, afferma Istat, il calo dei prezzi dell’energia.

In linea con quanto ipotizzato dagli analisti, le stime provvisorie parlano di un ribasso congiunturale e tendenziale dello 0,1%. L’inflazione ‘di fondo’ accelera comunque leggermente (+0,9% da +0,8% del mese prima), mentre quella acquisita per il 2020 è pari a zero per l’indice generale e a +0,7% per la componente di fondo.

Federico sottolinea che “il ‘food’ continua a crescere con un passo importante, sostenendo l’indice. Pesa la mancanza di dati da ristorazione e hotel”.

PIL MEGLIO TRIM1 DI STIME GOVERNO, PER VISCO DEBITO SOSTENIBILE

I dati odierni sulla crescita del primo trimestre vedono un risultato lievemente meno cupo di quanto atteso dal governo che stimava una contrazione del 5,5% mentre per aprile-giugno - periodo di maggiore incidenza delle restrizioni legate al virus - ipotizza un calo al 10,5%. L’esecutivo vede però un forte rimbalzo già nel terzo trimestre e una crescita significativa nel 2021.

Secondo le stime contenute nel Def, la decrescita complessiva del 2020 sarà pari all’8%, rispetto al +0,6% che era l’obiettivo a settembre. Cercando di attenuare gli effetti della crisi, Palazzo Chigi ha adottato interventi straordinari che si tradurranno quest’anno in un incremento del deficit di 75 miliardi e in un debito oltre quota 155%, il livello più alto dalla Seconda guerra mondiale.

La profondità della recessione, ha messo in guardia Visco oggi, potrebbe anche essere “amplificata da nuove turbolenze sui mercati, dall’accentuarsi delle tendenze protezionistiche emerse nello scorso biennio, dal diffondersi di casi di insolvenza nelle economie in misura tale da innescare crisi sistemiche nel settore finanziario”.

Il governatore ha comunque ribadito che la sostenibilità del debito pubblico non è in discussione, ricordando però che “il suo elevato livello in rapporto al prodotto è alimentato dal basso potenziale di crescita del Paese e al tempo stesso ne frena l’aumento”.

Bankitalia stima al momento per il 2020 una caduta dell’economia nell’ordine del 13% [nL1N2CX1HC], la Commissione Ue del 9,5%.

Intanto stamani, il Tesoro ha collocato l’importo massimo offerto di 7,5 mld di euro nel collocamento a medio lungo di fine mese, con tassi in calo, nell’ennesima emissione sotto i riflettori dei mercati.

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