May 20, 2020 / 3:42 PM / 3 months ago

Borsa Milano positiva con Wall St, male Tim e Fca, nuovi massimi per Diasorin

MILANO, 20 maggio (Reuters) - Giornata vivace e, a tratti, nervosa alla Borsa di Milano, che si muove positiva dopo una prima parte decisamente in calo, perché influenzata ancora dal ritorno delle vendite allo scoperto, il cui impatto è tuttavia attutito dall’avvio in deciso rialzo di Wall Street.

Una donna passa accanto alla sede della Borsa di Milano. 12 luglio 2011. REUTERS/Paolo Bona

Fra gli investitori prevale, comunque, la cautela sia sulle speranze per un vaccino anti Covid-19 in tempi brevi sia sulla ripresa dell’economia globale dopo il lockdown imposto dalla pandemia.

“L’effetto vendite allo scoperto si sente anche oggi in particolare su alcuni settori, come le banche”, osserva un trader.

Da ieri, infatti, Consob ha sospeso il divieto imposto lo scorso 17 marzo di assumere nuove posizioni corte, decisione presa d’intesa con le altre autorità europee e che vale anche per i mercati di Austria, Belgio, Francia, Grecia e Spagna.

Sul fronte del debito italiano lo spread del rendimento fra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi è in contrazione a 211 punti base. “L’ottima accoglienza che sta avendo la raccolta ordini del Btp Italia sta calmierando anche lo spread”, aggiunge il trader.

In rialzo il prezzo del petrolio con il Brent che si muove sopra i 35 dollari al barile.

Continua il flusso in vendita su Telecom Italia che, dopo il tonfo di ieri, arretra del 6,5%. Da inizio anno il saldo è negativo del 41,6%. Le azioni continuano a sottoperformare rispetto all’indice europeo delle tlc, che è invece stabile, dopo i risultati del primo trimestre resi noti lunedì sera, sotto le attese del mercato. Nel daily Banca Imi scrive che “a seguito dei risultati deludenti del primo trimestre la gran parte della conference call di ieri è stata dedicata a comprendere le dinamiche del business piuttosto che operazioni straordinarie. Vediamo il business sottostante ancora sotto pressione nei prossimi mesi e nel frattempo operazioni straordinarie potrebbero aiutare a sbloccare il valore degli asset”

Nuova giornata di vendite per Fiat Chrysler (-3,1%) sui timori che il governo spinga verso il congelamento del dividendo straordinario di 5,5 miliardi legato alla fusione con Psa almeno fino alla fine del 2021 a seguito del prestito da 6,5 miliardi chiesto dalla casa automobilistica. Giù anche la holding Exor, in calo dello 0,8%. Il broker Fidentiis ritiene ragionevole che “il dividendo straordinario possa essere ridotto alla luce del nuovo scenario”. Secondo Banca Imi, “la cancellazione del dividendo da parte di Fca sarebbe negativa per gli azionisti di Fca e modificherebbe la valorizzazione di Psa e Fca nell’ambito del piano di fusione”. I tempi della fusione sono stati confermati stamani dal presidente di Fca John Elkann, intervenendo all’assemblea di Exor.

Venduto il comparto oil nonostante il prezzo del greggio sia stabile. A prevalere i realizzi amplificati anche dall’effetto short-selling: Eni cede lo 0,5%, va peggio Saipem in ribasso dell’1%. Giù anche Maire Tecnimont (-1,9%)

Banche pesanti, non riescono a beneficiare della contrazione dello spread. Ancora giù Banco Bpm e Bper che perdono rispettivamente l’1 e il 2%. Tengono invece le big Unicredit, piatta, e Intesa Sanpaolo (+0,82%).

Spunti su Asr Roma (+1,2%) dopo che MF scrive di un ritorno di fiamma tra i due magnati James Pallotta e Dan Friedkin per la possibile cessione della società.

Leonardo guardagna 1% dopo un avvio in forte ribasso a seguito della decisione di Fitch di tagliare l’outlook sul rating della società a negativo da stabile, confermando la valutazione ‘BBB-‘.

Fra i titoli positivi spicca nuovamente Diasorin (+4,6%) che non arresta la sua corsa. Oggi nuovi massimi storici a 188,3 euro per la società di diagnostica sulla scia del boom di richieste dei test sierologici per intercettare la presenza degli anticorpi IgG neutralizzanti in risposta all’infezione da Covid-19.

Ben raccolta Pirelli (+2,2%), mentre ripiega il settore del lusso con Ferragamo E Safilo in contrazione rispettivamente del 4,3% e del 5,6%.

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