May 5, 2020 / 11:40 AM / 3 months ago

Intesa lancia segnale solidità con conti trim1, titolo vola a +5%

MILANO (Reuters) - Intesa Sanpaolo chiude il primo trimestre con un utile netto in crescita e sopra le attese, malgrado un accantonamento da circa 300 milioni a fronte dell’emergenza Covid.

ll logo Intesa Sanpaolo presso una filiale di Milano. REUTERS/Stefano Rellandini

La banca formula delle stime più prudenti sull’utile netto al 2021 che vede pari a non meno di 3,5 miliardi, si legge in una nota, mentre nel piano presentato a febbraio 2018 il target era di 6 miliardi. Nel 2020 l’utile netto è stimato almeno pari a circa 3 miliardi di euro.

Nel confermare “la maggiore valenza” dell’offerta su Ubi Banca, l’istituto stima che il gruppo che nascerebbe dall’operazione avrebbe un utile netto al 2022 non inferiore ai 5 miliardi.

Aggiornate le previsioni sul dividendo, pari al 75% di payout per il 2020 e al 70% per il 2021 e confermato un Cet1 sopra il 13% nel 2021. All’annuncio dell’offerta lo scorso febbraio, pochi giorni prima dello scoppio dell’emergenza coronavirus in Italia, Intesa aveva stimato un dividendo per l’entità aggregata di circa 3,9 miliardi nel 2020 e sopra questa cifra nel 2021.

Il mercato accoglie positivamente i conti del trimestre e le stime sull’utile netto di quest’anno e del prossimo. Il titolo ha chiuso in rialzo del 5,45% a 1,451 euro, performance doppia rispetto a quella del settore italiano che guadagna il 2,57%.

“Ci potrebbero essere dei punti interrogativi sul fatto che le ipotesi di Intesa siano sufficientemente caute, ma la società sta certamente inviando un segnale di forza”, commentano gli analisti di Santander.

Per Jefferies la stima sull’utile netto 2020 è in linea con il consensus di mercato, mentre quella sul 2021 addirittura migliore.

Lo stesso Ceo Carlo Messina in conference call ha parlato per il 2020 di una stima conservativa. “Ci aspettiamo di fare meglio”, ha detto.

UTILE CRESCE DEL 9,6%, 1,5 MILIARDI DI BUFFER CONTRO COVID

L’utile netto del trimestre è pari a 1,151 miliardi con un incremento del 9,6% rispetto a un anno prima e sopra gli 805 milioni risultanti da un sondaggio Reuters.

Senza l’accantonamento per l’emergenza Covid e con la plusvalenza netta derivante dalla cessione di un ramo d’azienda a Nexi, l’utile salirebbe a 2,3 miliardi con un buffer di circa 1,5 miliardi per i possibili impatti del coronavirus per l’intero esercizio.

A fine marzo il Cet1 è al 14,5% calcolato pro-forma a regime e al 14,2% secondo i criteri transitori.

Calano i crediti deteriorati del 3,6% rispetto a fine 2019 con un’incidenza sul totale impieghi al 7,1% al lordo delle rettifiche.

Il costo del rischio è sceso a 40 centesimi nel primo trimestre ed è stimato fino a 90 centesimi nel 2020 e fino a 70 centesimi nel 2021.

Il primo trimestre ha registrato interessi netti stabili sui tre mesi precedenti a 1,75 miliardi, mentre le commissioni nette, pari a 1,84 miliardi, calano del 14,9%.

Quasi triplicato a 994 milioni il risultato delle attività e passività a fair value, con i proventi operativi netti che crescono quindi del 6,9% a 4,9 miliardi.

In calo del 15% i costi operativi con una diminuzione del 10,7% per le spese del personale.

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