March 30, 2020 / 11:29 AM / 4 months ago

Borsa Milano debole e volatile, giù banche dopo annuncio stop cedole, balza Juventus

MILANO, 30 marzo (Reuters) - Andamento costantemente volatile sui mercati che prosegue dall’inizio dell’emergenza coronavirus lo scorso fine febbraio. Anche oggi Piazza Affari è arrivata a perdere fino al 3% nel corso della mattina per poi annullare gran parte del ribasso.

Una donna cammina davanti l'ingresso della Borsa di Milano. REUTERS/Flavio Lo Scalzo

A tenere banco i timori che l’impatto sull’economie dalla chiusura delle attività in tanti Paesi possa durare mesi, creando molti danni al Pil nonostante gli sforzi delle banche centrali.

“Il tasso di crescita dei contagi è in diminuzione in Italia e questo rende più ottimisti sul fatto che il picco possa essere vicino. Inoltre, un segnale su una possibile riapertura delle attività produttive entro aprile potrebbe essere interpretato positivamente, ma rimane al momento una elevata incertezza”, osserva un broker.

Nonostante gli acquisti massicci della Bce anche sul debito italiano, torna a salire la pressione sullo spread del rendimento fra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi che si è portato poco sotto 200 punti base.

Banche in forte calo anche oggi. Sui corsi pesa il fatto che la Bce ha raccomandato agli istituti quotati di non distribuire cedole. A livello europeo il settore perde oltre il 3%. Unicredit si è subito allineata e ieri il Cda ha deciso che non sottoporrà le proposte sul dividendo 2019 di 63 centesimi per azione e di buyback fino a 467 milioni di euro all’assemblea del 9 aprile. Il titolo cede il 5,9%. Anche Intesa SP perde il 4,45%. Domani il Cda della banca esaminerà la richiesta della Bce. UBI cede l’1,8% e ha detto che tiene aperte tutte le opzioni riguardo alla cedola 2019. Nel daily il broker Equita rileva che la decisione è negativa perché “le banche (e quindi gli azionisti) subiscono la decisione, a differenza delle altre società in cui il Cda ha deciso di non pagare”, “si applica a tutte le banche senza tener conto di elementi company specific (redditività, capitalizzazione ecc.)” e “conferma la gravità della situazione, mai un regolatore si era spinto a chiedere di cancellare i dividendi”.

Fibrillazione anche nel risparmio gestito: Banca Generali e Banca Mediolanum hanno reso noto di avere rinviato al momento la distribuzione della cedola sui conti 2019 e perdono rispettivamente l’1,76% e il 5,1%. “Il rischio che non venga pagata sembra al momento basso vista l’elevata solidità patrimoniale dei titoli”, osserva un trader.

Mediaset balza del 2,63% dopo le dimissioni dell’AD della tedesca ProSiebenSat.1, una mossa che fa ben sperare per la realizzazione del progetto europeo del gruppo della famiglia Berlusconi e che quindi anche la società tedesca possa confluire nel progetto MFE.

Rimbalza STM con un una crescita del 2,6% dopo i recenti ribassi. Nel settore industria, ripiega, invece, Leonardo (-1,5%) dopo i recenti rialzi.

Non si placano le vendite anche su Fiat Chrysler che cede il 2,2% e si aggiunge al -6% di venerdì. A livello europeo il settore auto perde l’1,2%.

Spunti sulle società di calcio, Juventus balza del 5% circa dopo l’annuncio che i giocatori e l’allenatore hanno raggiunto un accordo sulla riduzione dei compensi che porterà la squadra a risparmiare 90 milioni di euro. In scia balzano anche AS Roma (+4,5%) e Lazio (+5).

Vendite ancora su Atlantia che perde il 4% e su Autogrill in calo del 2% a seguito della stop dei consumi e del traffico autostradale.

Infine, nonostante il nuovo scivolone del prezzo del petrolio, tenta il rimbalzo il settore oil: Eni inverte la rotta e sale dell’1,6%, Saipem dello 0,5% e Tenaris avanza dello 0,4%.

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