March 10, 2020 / 11:46 AM / 3 months ago

Greggio in rialzo su speranze stimolo, pesa possibile guerra prezzi

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio aumentano del 4% circa oggi dopo la peggiore seduta in quasi 30 anni, con gli investitori che prevedono una possibilità di stimolo economico, anche se il rischio di una guerra dei prezzi pesa sul sentiment.

Un uomo con una maschera protettiva osserva le fiamme provenienti dal campo petrolifero di Nahr Bin Umar a nord di Basra, in Iraq. REUTERS/Essam Al-Sudani

Intorno alle 11,10 italiane, i futures sul Brent scambiano in rialzo di 2,26 dollari, intorno al 6,3%, a 36,52 dollari il barile, dopo aver toccato i massimi di sessione a 37,38 dollari il barile.

I futures sul greggio Usa avanzano di 2,19 dollari, o del 7,1% circa, a 33,32 dollari il barile, dopo aver toccato i 33,73 dollari.

Entrambi gli indici hanno perso il 25% oggi, ai minimi da febbraio 2016 e archiviando la peggiore perdita percentuale giornaliera dal 17 gennaio 1991.

L’Arabia Saudita intende fornire ad aprile 12,3 milioni di barili al giorno, ben al di sopra degli attuali livelli di 9,7 milioni di barili al giorno. Così afferma oggi l’AD di Saudi Aramco Amin Nasser in un comunicato ricevuto da Reuters.

I prezzi hanno pareggiato i loro guadagni di oltre 1 dollaro in seguito alla notizia.

Il ministro del Petrolio russo Alexander Novak ha detto di non escludere misure congiunte con l’OPEC per stabilizzare il mercato, aggiungendo che il prossimo meeting OPEC+ è previsto tra maggio e giugno.

“Le guerre dei prezzi e le pandemie non sono nuove notizie per i mercati delle commodity, ma entrambe allo stesso tempo rappresentano qualcosa mai visto prima nelle nostre carriere”, scrivono in una nota gli analisti RBC.

“Tali eventi metteranno alla prova il meccanismo di autobilanciamento del mercato, ora senza i limiti dell’OPEC, un meccanismo che non è stato testato sin dagli inizi del boom dell’olio di scisto statunitense”, hanno aggiunto.

I produttori di olio di scisto statunitense hanno immediatamente aumentato i tagli alle spese e potrebbero ridurre la loro produzione, dopo che l’OPEC ha deciso di accelerare a pieno ritmo in un mercato indebolito dalla domanda in calo.

“Guardando all’attuale pressione sull’industria, con i prezzi intorno ai 30 dollari, non è una situazione sostenibile”, ha detto Jonathan Barratt, chief investment officer di Probis Group.

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