February 18, 2020 / 11:58 AM / 2 months ago

Borsa Milano positiva su effetto risiko banche, Ubi +22%, giù Bper

MILANO, 18 febbraio (Reuters) - L’effetto risiko fra le banche, innescato dall’offerta di Intesa Sanpaolo su Ubi, trascina al rialzo il listino di Piazza Affari, unica fra le borse europee a muoversi in territorio positivo.

Il quartier generale di Ubi a Brescia. REUTERS/Alessandro Bianchi

Sugli altri mercati continua, invece, a pesare l’impatto del coronavirus cinese e i primi effetti si vedono su Apple che ha reso noto di non riuscire a raggiungere gli obiettivi in termini di ricavi del trimestre a causa del calo di domanda in Cina.

Banche in gran spolvero galvanizzate dalla mossa di Intesa che apre le danze delle fusioni per gli istituti di medie dimensioni da tempo attese dagli investitori.

Ubi Banca +22,6% a 4,28 in linea con i valori dell’offerta carta contro carta - 1,7 nuove azioni per ogni azione Ubi, per una valorizzazione di quest’ultima pari a 4,254 euro per azione, con un premio del 27,6% sul prezzo di chiusura di venerdì scorso - lanciata da Intea Sanpaolo, che reagisce con un +2,3%.

BPER, che si è impegnata ad acquistare sportelli dall’istituto che nascerà dall’integrazione e che lancerà allo scopo un aumento di capitale da 1 miliardo, cede invece l’8,4%. “Intesa punta su Ubi e in questo contesto la Popolare dell’Emilia Romagna si prenderà 400-500 sportelli post fusione, ma deve fare un aumento di capitale importante che il mercato in questo momento non prezza”, osserva un trader.

Banco Bpm sale del 7,35% e MPS del 3,66%. “Con questo annuncio sono partite idee aggregative e restano libere il Banco e Montepaschi. Difatti è partito il risiko fra le banche”, aggiunge il trader.

Ma l’onda d’urto degli acquisti investe anche gli istituti di dimensioni ridotte: Pop Sondrio +8,62%, Crdito Valtellinese +7,74%.

Sul fronte dei ribassi Stm recupera dai minimi di seduta e cede lo 0,8% penalizzato da Apple che ha avvertito che non rispetterà la guidance di ricavi per il trimestre in corso a causa dell’impatto del coronavirus sulla produzione e sulla domanda cinese di telefonini a gennaio. “Il fatto che il titolo si stia comunque riprendendo sottolinea che il mercato lo considera come un effetto una tantum legato all’epidemia”, sottolinea un broker.

Trascurati gli industriali con Fca in flessione dello 0,9% e Pirelli del 2,4%.

Il calo del prezzo del greggio, sempre legato all’impatto del coronavirus sulla domanda, pesa sul settore petrolifero con Eni in flessione dell’1% e Saipem dell’1,2%.

In recupero A2A (+1,2%). Un trader cita l’incremento della produzione da energia idroelettrica.

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Giancarlo Navach, in redazione a Roma Francesca Piscioneri

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