February 4, 2020 / 3:08 PM / 2 months ago

Gestore fondi Vanguard bypassa le banche su forex con algoritmi

LONDRA (Reuters) - Vanguard, asset manager da 5.600 miliardi di dollari, prevede di iniziare quest’anno a usare algoritmi computerizzati per scambiare direttamente con altri fondi sul forex, privando le banche di alcune delle commissioni che guadagnano come intermediari nelle transazioni valutarie.

Andy Maack, responsabile del trading sul forex del fondo Usa Vanguard - che negozia circa 225 miliardi di dollari in valuta ogni mese - ha detto a Reuters che il gruppo sta trattando con diverse piattaforme forex per il lancio di algoritmi specializzati progettati per cercare e negoziare con altri asset management.

Le operazioni di trading con questi “algoritmi” partiranno più in là nell’anno, secondo Maack.

Vanguard è anche uno dei tre investitori istituzionali che la scorsa settimana ha eseguito le prime transazioni su una nuova piattaforma, FX HedgePool, che consente ai gestori di scambiare valute direttamente tra loro per le proprie esigenze di copertura valutaria di fine mese.

“(L’iniziativa) ridurrà la dipendenza dalle banche. Non sostituirà le banche, ma darà ai gestori di denaro reale nuove fonti di liquidità”, ha detto in un’intervista Maack.

Jay Moore, cofondatore di FX HedgePool, ha detto che la nuova piattaforma di swap è entrata in funzione venerdì - eseguendo diversi scambi euro/dollaro - ma ha preferito non rivelare i nomi dei primi gestori che hanno effettuato transazioni.

Le banche giocano un ruolo centrale nel rendere fluido il funzionamento del forex, un mercato da 6.600 miliardi di dollari al giorno, utilizzando i propri bilanci e la tecnologia per collegare acquirenti e venditori, guadagnando uno “spread” sulle transazioni. Le banche maggiori, che detengono quasi la metà del trading sul forex nel mondo, hanno ricavato nel 2018 un fatturato complessivo di 16,3 miliardi di dollari da questa attività, secondo i dati di Coalition.

Ma molti investitori temono che il trasferimento di tutti i loro ordini attraverso le banche richieda la condivisione di troppe informazioni. Il timore è che le banche possano leggere i flussi di scambi e utilizzare tali conoscenze per compiere operazioni di mercato contro di loro oppure offrire loro prezzi peggiori.

I gestori di fondi desiderano pertanto ridurre il loro “impatto sul mercato” diffondendo le loro transazioni tra diverse controparti. Possono anche ridurre i costi di transazione tagliando lo spread pagato alle banche.

    I precedenti tentativi di far operare direttamente i gestori sono stati ostacolati dalla riluttanza degli investitori a utilizzare nuovi luoghi di scambio fino a quando non verrà fatto abbastanza trading.

Ma la mossa di Vanguard è un segno che il trading peer-to-peer sta guadagnando terreno. I miglioramenti tecnologici e la crescente concentrazione del fatturato derivante dal forex tra poche banche sta incoraggiando gli operatori a testare nuovi modelli.

Nuove normative come la Mifid II europea impongono anche ai gestori di dimostrare che le operazioni sono state effettuate al miglior prezzo.

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