January 8, 2020 / 2:50 PM / in 12 days

Popolare Bari, ipotesi aumento da 1,4 mld da verificare con due diligence - commissari

Il logo della Banca Popolare di Bari presso una filiale a Roma. REUTERS/Guglielmo Mangiapane

ROMA (Reuters) - I commissari straordinari che dalla fine dello scorso anno gestiscono la Banca Popolare di Bari stanno per avviare una due diligence per verificare la necessaria ricapitalizzazione ipotizzata in circa 1,4 miliardi con l’apporto del Fitd e del Mediocredito centrale.

Lo hanno spiegato in audizione in Parlamento i commissari straordinari Antonio Blandini ed Enrico Ajello.

“La situazione della banca richiede di sicuro una ricapitalizzazione, ma non è possibile ancora una precisa quantificazione”, hanno spiegato i commissari nel corso dell’audizione, affermando che sarà necessaria una celere e attenta “due diligence sugli attivi, in particolare sui crediti, e anche sui rischi per controversie e rischi legali”.

Rispondendo poi a una domanda sulla ipotesi che la ricapitalizzazione sia di 1,4 miliardi hanno spiegato che questa è un’ipotesi iniziale da avvalorare con la due diligence e che è basata su un piano, che dovranno redigere, che mira a riportare la banca in equilibrio economico e di redditività.

“La banca dovrà essere concorrenziale per consentire a Mediocredito di intervenire”, ha detto Blandini.

ROAD MAP PER RILANCIO

L’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, società pubblica a cui fa capo il controllo di Mediocredito centrale che poi sarà il partner industriale di Pop Bari, ha spiegato, sempre in audizione, quali sono i vari passaggi del risanamento.

Entro metà marzo le parti coinvolte, Fitd e Invitalia/Mcc saranno impegnate con i commissari per fare la due diligence; entro metà aprile i commissari predisporranno il piano industriale per definire la dimensione della ricapitalizzazione e contestualmente dovrà esserci l’accordo di coinvestimento tra Fitd e Mcc; entro il 30 giugno la banca dovrà tenere l’assemblea per la trasformazione in spa, per varare l’aumento e adeguare il suo statuto; entro il 30 settembre e comunque entro la fine dell’anno, se tutti i passi precedenti sono stati compiuti, ci si aspetta che arrivino le autorizzazioni nazionali e comunitarie di vigilanza e antitrust e poi si riesca a siglare l’accordo con i sindacati.

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Stefano Bernabei, in redazione a Milano Cristina Carlevaro

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