January 7, 2020 / 8:28 AM / 12 days ago

Borsa Tokyo rimbalza su ridotti timori Usa-Iran, brilla settore tech

TOKYO (Reuters) - L’azionario giapponese rimbalza, con i settori orientati alla tecnologia e alla domanda interna in testa ai guadagni, e con gli investitori sollevati dall’assenza di nuove minacce tra gli Stati Uniti e l’Iran.

Un uomo riflesso su un tabellone elettronico che segue l'andamento della borsa di Tokyo, in Giappone, il 6 gennaio 2020. REUTERS / Kim Kyung-Hoon

Il Nikkei è salito dell’1,60% a 23.575,72, recuperando gran parte delle perdite registrate nella sessione precedente, sebbene non sia riuscito a rompere la resistenza della media mobile a 25 giorni a 23.614.

In un segnale positivo per i rialzisti, il più ampio Topix ha guadagnato l’1,62% a 1.725,05, colmando in un solo giorno il gap creato durante le vacanze di Capodanno.

Il clima si è un po’ calmato poiché non ci sono state nuove aggressioni dopo le reciproche minacce tra Iran e Stati Uniti a seguito dell’attacco aereo statunitense che ha ucciso un comandante iraniano di alto livello, e anche grazie alla chiusura in territorio positivo di Wall Street di ieri.

“I mercati sperano che non ci siano scontri militari su vasta scala. Gli Usa probabilmente non vogliono una guerra in un anno di elezioni, né la vuole l’Iran, che è già colpito dalle sanzioni”, ha detto Masayuki Doshida, senior market analyst presso Rakuten Securities.

Il produttore di bollitori Zojirushi è balzato del 14,1%, a un livello record, dopo che un documento ufficiale ha mostrato che il principale azionista ha cambiato lo scopo del suo investimento.

Bene il settore tech sulla scia dei tecnologici statunitensi che hanno sovraperformato ieri.

Sony è salita del 3,2% sulle speranze di buoni utili, toccando il livello massimo degli ultimi 18 anni e mezzo, mentre FUJITSU ha chiuso al massimo dal 2006, sostenuta dalle prospettive di un aumento delle vendite del wireless 5G.

Yokogawa Electric e Fujifilm Holding hanno guadagnato entrambi il 5,6%.

Gli investitori si sono focalizzati sui titoli orientati alla domanda interna, percepiti come meno vulnerabili a shock esterni come la tensione in Medio Oriente.

Il rivenditore Seven&I Holdings e Recruit Holdings hanno guadagnato oltre il 2% ciascuno.

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