January 6, 2020 / 4:37 PM / 7 months ago

Borsa Usa, scossa da tensioni Medio Oriente, spicca settore energia

(Reuters) - Wall Street è in calo per la seconda sessione di fila, con i ribassi guidati in particolare dai settori finanziario e tech, in quanto le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno spinto gli investitori verso asset sicuri come oro e titoli di stato.

Dei trader al lavoro presso la Borsa di New York. REUTERS/Bryan R Smith

Dopo una forte chiusura del 2019, gli indici di Wall Street sono scesi dai livelli record in seguito alla morte di un generale iraniano in un raid statunitense la settimana scorsa, innescando la minaccia di una nuova escalation di tensioni in Medio Oriente.

Teheran ha minacciato di vendicare la morte del suo comandante, Qassem Soleimani, mentre il presidente Usa Donald Trump ha minacciato a sua volta un nuovo attacco statunitense, “forse in modo sproporzionato” se l’Iran reagirà.

Gli investitori hanno venduto alcuni dei migliori titoli del 2019, specie nel settore tech che cede lo 0,3%. Apple tocca -0,4%, per poi girare in positivo a +0,2%, dopo che il broker Needham ha ridotto il rating dell’azienda a “buy” da “strong buy”, mentre Microsoft cede a sua volta lo 0,4%.

L’indice Philadelphia semiconductor, in rialzo del 60% l’anno scorso, cede lo 0,8%.

Grandi banche, come JPMorgan, Bank Of America e Morgan Stanley, perdono tra lo 0,2% e l0 0,9%, seguendo il calo dei rendimenti sui titoli della Us Treasury.

“Le tensioni nel Medio Oriente aumentano i timori per gli investitori dopo un periodo particolarmente buono per i mercati”, afferma Rick Meckler, partner di Cherry Lane Investments. “Certo, alcuni hanno usato questi eventi come un pretesto per fare un passo indietro”.

Il settore energetico avanza dello 0,3%, con i futures sul Brent che hanno superato i 70 dollari il barile, dopo che Trump ha anche minacciato di imporre sanzioni all’Iran in caso di ritiro forzato delle truppe statunitensi dal paese.

Intorno alle 16,55 italiane, il Dow Jones perde lo 0,28%, l’indice S&P 500 cede lo 0,03%. Il Nasdaq Composite scambia in rialzo dello 0,12%.

Gli ultimi dubbi geopolitici hanno alimentato i timori per deboli risultati trimestrali e per una politica meno espansiva da parte della Federal Reserve, fattori che potrebbero interrompere nel 2020 la più lunga serie positiva nella storia del mercato azionario statunitense.

“Fino alla prossima stagione di risultati, in assenza di notizie importanti, gli investitori esiteranno a impegnare nuovo capitale a questi livelli, ma non sono comunque intenzionati a ritirarsi, lasciando i mercati a scambiare in range”, ha detto Meckler.

Boeing cede lo 0,6%. Un articolo del Wall Street Journal afferma che il produttore di velivoli sta considerando di aumentare il proprio debito per migliorare le proprie finanze, dopo lo stop alla produzione dei suoi jet 737 MAX.

Tra le poche note positive spiccano il settore delle utilities, legato all’andamento dei bond, e il settore delle comunicazioni, in rialzo dello 0,4%, grazie a un aumento del rating del titolo Alphabet.

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