December 30, 2019 / 11:08 AM / 7 months ago

Greggio, prezzi stabili su dati positivi, tensioni in Medio Oriente

LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio si mantengono sui massimi di tre mesi, sostenuti dall’ottimismo per l’atteso accordo commerciale tra Usa e Cina e da dati industriali positivi, mentre gli investitori tengono d’occhio la situazione in Medio Oriente dopo gli attacchi aerei degli Stati Uniti in Iraq e Siria.

Tubature del greggio in un impianto petrolifero a Freeport, Texas, Usa. REUTERS/Richard Carson

Intorno alle 11,20 italiane i futures sul Brent scambiano in rialzo di 16 centesimi, pari allo 0,23%, a 68,32 dollari il barile. Il benchmark è salito di circa il 27% nel 2019.

I futures sul West Texas Intermediate (WTI) avanzano di un centesimo a 61,73 dollari il barile. L’indice statunitense ha guadagnato intorno al 36% quest’anno.

“(Gli scambi) sono stati relativamente piatti per l’assenza di investitori durante il periodo festivo”, ha detto l’analista Margaret Yang di CMC Markets.

“I prezzi del petrolio hanno raggiunto il livello più alto dall’attacco ai campi petroliferi sauditi di metà settembre, quindi gli investitori sono cauti, considerando anche la possibilità di prese di profitto”, ha aggiunto.

Le tensioni in Medio Oriente sono aumentate con gli attacchi aerei statunitensi di ieri contro il gruppo Kataib Hezbollah, mentre le proteste di sabato in Iraq hanno portato a una breve chiusura del campo petrolifero meridionale di Nassiriya.

Funzionari statunitensi hanno affermato che gli attacchi aerei sono stati effettuati in risposta all’uccisione di un contractor civile statunitense in un attacco missilistico su una base militare irachena, avvertendo che potrebbero essere intraprese “ulteriori azioni”.

In Libia, la società petrolifera statale NOC ha detto che sta valutando la chiusura del porto occidentale di Zawiya e l’evacuazione dello staff dalla raffineria a causa degli scontri nelle vicinanze.

I prezzi del petrolio sono stati sostenuti anche dal calo delle scorte di greggio statunitense, che hanno segnato una flessione di 5,5 milioni di barili nella settimana al 20 dicembre, ben più della riduzione di 1,7 milioni di barili prevista in un sondaggio Reuters.

In Cina, l’attività manifatturiera dovrebbe mostrare una nuova espansione a dicembre su una forte domanda dall’estero e sulla spinta alle infrastrutture sul mercato interno, anche se il ritmo della crescita è destinato a rallentare con i mercati in attesa di maggiori certezze sul fronte della tregua commerciale tra Pechino e Washington.

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