October 7, 2019 / 11:25 AM / a month ago

Greggio in rialzo su attese sviluppi negoziati Usa-Cina e problemi forniture

LONDRA (Reuters) - Le quotazioni del greggio sono in rialzo, sostenute dalla speranza di novità positive dai negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina e dalle sfide legate alle forniture di petrolio per i grandi esportatori.

Una pompa petrolifera nei pressi di Midland, in Texas, negli Stati Uniti meridionali, al tramonto. REUTERS/Jessica Lutz

Intorno alle 12,45, il Brent registra un guadagno di 37 centesimi a 58,74 dollari al barile. Il greggio leggero Usa Wti segna un rialzo di 44 centesimi a 53,25 dollari al barile.

Sul lato dell’offerta, da segnalare i disordini antigovernativi che hanno colpito l’Iraq, il secondo più grande produttore di petrolio tra i Paesi Opec.

Le esportazioni di greggio iracheno dai giacimenti di Bassora, che ammontano a 3,43 milioni di barili al giorno, potrebbero essere interrotte se la situazione di instabilità dovesse durare settimane, commenta in una nota Ayham Kamel, di Eurasia Group per il Medio Oriente e il Nord Africa. “Qualsiasi interruzione della produzione di petrolio si verificherebbe in un momento in cui l’Arabia Saudita ha perso una parte significativa delle sue scorte energetiche (capacità inutilizzata)”.

Venerdì anche la cinese Cnooc ha fatto sapere che il principale giacimento petrolifero di Buzzard nel Mare del Nord britannico è stato chiuso per lavori di riparazione ai tubi.

La National Oil Corporation (Noc) libica ha dichiarato domenica che chiuderà il giacimento petrolifero di Faregh nel porto di Zueitina per manutenzione programmata a partire da oggi fino al 14 ottobre.

Secondo gli analisti, però, la ripresa della produzione saudita dopo gli attacchi del 14 settembre potrebbe scongiurare un rally dei prezzi. “Gli attacchi sauditi sono stati rapidamente dimenticati e la crescita globale è tornata ad essere il principale motore dei mercati petroliferi”, ha affermato Craig Erlam, senior market analyst di Oanda.

Nonostante i guadagni di oggi, il Brent è ancora in calo di oltre il 20% rispetto al picco del 2019 di 75,60 dollari al barile segnato ad aprile.

Tuttavia, secondo quanto riferito oggi dall’agenzia di stampa russa TASS, secondo il segretario generale dell’Opec Mohammed Barkindo è ancora troppo presto per il gruppo discutere di tagli più consistenti della produzione di petrolio per sostenere i prezzi.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below