October 2, 2019 / 10:50 AM / 2 months ago

Greggio, prezzi misti in attesa delle scorte Eia

LONDRA (Reuters) - Le quotazioni del greggio di oggi sono discordanti, in un contesto che da una parte vede il Brent estendere le perdite per via della depressione dei mercati azionari globali e dall’altra il greggio Usa salire lievemente dopo dati macro che hanno messo in luce un calo inaspettato delle scorte negli Stati Uniti.

Tramonto sopra a una pompa petrolifera a Saint-Fiacre, vicino Parigi. REUTERS/Christian Hartmann

Poco prima delle 12 italiane, i futures sul Brent scambiano in ribasso di 17 centesimi a 58,72 dollari il barile, mentre il greggio Usa avanza di 19 centesimi a 53,81 dollari.

Ieri, i contratti del greggio leggero si sono mossi in ribasso per la sesta seduta consecutiva — la più lunga serie di sessioni con segno negativo di quest’anno — dopo che l’attività manifatturiera negli Usa ha registrato la peggiore contrazione in oltre di 10 anni con il confronto Usa-Cina sui dazi che penalizza le esportazioni.

Il greggio ha trovato un po’ di sostegno dopo che dai dati Api è emerso un calo di 5,9 milioni di barili delle scorte di greggio Usa la scorsa settimana, a fronte delle previsioni che vedevano un aumento di 1,6 milioni di barili.

Attesi oggi alle 16,30 italiane i dati settimanali Eia sulle scorte di greggio.

“Anche se l’Eia confermerà i dati Api sul greggio questo pomeriggio, lo slancio offerto da un unico dato può facilmente affievolirsi con l’economia che è in questo momento al centro (dell’interesse) dei mercati globali”, osserva Harry Tchilinguirian, global oil strategist di BNP Paribas.

Il ministro del Petrolio iraniano Bijan Zanganeh ha detto di prevedere per il prossimo anno un leggero surplus sul fronte dell’offerta.

In un’articolo sull’Energy Policy magazine si legge che il ministro russo per l’energia Alexander Novak prevede per il prossimo anno un aumento di 1,4 milioni di barile al giorno.

Nel frattempo, l’Ecuador, il più piccolo membro dell’Opec, ha reso nota la decisione di lasciare l’organizzazione il primo gennaio 2020 adducendo come motivazione i problemi riscontrati sul versante fiscale.

Il Paese sudamericano è il secondo a lasciare il blocco nell’ultimo anno dopo l’uscita di scena del Qatar.

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