September 16, 2019 / 11:55 AM / 2 months ago

Prezzi del greggio impennano del 20% dopo attacco impianti in Arabia Saudita

LONDRA/SINGAPORE, (Reuters) - I prezzi del greggio sono saliti di circa il 20% nel corso della giornata, con il Brent che ha messo a segno il maggiore guadagno infragiornaliero dai tempi della Guerra del Golfo del 1991, dopo l’attacco agli impianti petroliferi in Arabia Saudita che hanno dimezzato la produzione petrolifera del regno.

Pompa petrolifera in funzione presso lo stabilimento di Midland, Texas. REUTERS/Jessica Lutz

L’attacco alle strutture di lavorazione del greggio del produttore statale Saudi Aramco, ad Abqaiq e Khurais, ha ridotto la produzione di 5,7 milioni di barili al giorno.

I prezzi hanno ritracciato dai massimi dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha autorizzato ad attingere alle riserve nazionali di emergenza per assicurare una fornitura energetica stabile.

I futures sul Brent sono balzati del 19,5% a 71,95 dollari al barile, il maggior salto infragiornaliero dal 14 gennaio 1991. Intorno alle 13,28 si attestano a 66,31 dollari il barile, salendo del 10,11%. Il greggio Usa è salito a sua volta del 15,5% a 63,34 dollari, il più significativo guadagno dal 22 giugno 1998. Intorno alle 13,28 si attesta a 60,06 dollari, guadagnando il 9,5%.

Secondo due fonti in possesso di informazioni sulle attività di Aramco, un ritorno a pieno regime “potrebbe richiedere mesi”.

“L’uscita di scena da parte di John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, è stata interpretata da molti come una riduzione del rischio politico,” si legge in una nota degli analisti UBS.

I maggiori importatori di greggio saudita, tra cui India, Cina e Indonesia, saranno tra i paesi più vulnerabili all’interruzione delle riserve petrolifere, ha riferito a Reuters una fonte a conoscenza della situazione.

Stando a quanto dichiarato da un ufficiale statunitense, l’attacco al cuore della produzione petrolifera dell’Arabia Suadita — Abqaiq è il più grande impianto mondiale di raffinazione del petrolio — è avvenuta su ordine di Teheran, e si potrebbe per questo far ricorso a missili da crociera.

Trump ha dichiarato che gli Usa sono “pronti e carichi” per reagire agli attacchi subiti da Riyad.

PREMIO PER IL RISCHIO

“Crescenti timori su una compressione dell’offerta e una ulteriore escalation delle tensioni sul fronte geopolitico in Medio Oriente aggiungerà premio per il rischio ai prezzi del petrolio”, osserva Benjamin Lu, analyst del brokerage Phillip Futures, con sede a Singapore.

Secondo la società di consulenza energetica londinese Energy Aspects, l’ Arabia Saudita è sulla buona strada per diventare un acquirente significativo di prodotti raffinati in seguito agli attacchi verificatisi nel corso del weekend. È anche probabile che Saudi Aramco, compagnia petrolifera statale del regno, acquisti ingenti quantità di benzina, diesel e olio combustibile, tagliando di contro le esportazioni di gas di petrolio liquefatto (GPL).

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