December 14, 2018 / 5:21 PM / a month ago

Zona euro, nuovo passo per maggiore integrazione ma questioni chiave irrisolte

BRUXELLES (Reuters) - I leader dell’Unione europea hanno compiuto un ulteriore passo verso una più profonda integrazione dell’eurozona che possa contribuire a prevenire future crisi, ma forti disaccordi su alcune importanti elementi chiave hanno lasciato delle questioni irrisolte, come quelle relative al bilancio della zona euro e al meccanismo di garanzia dei depositi.

I leader di tutti i paesi Ue, ad eccezione della Gran Bretagna che lascerà il blocco a marzo, hanno approvato un accordo, già raggiunto in precedenza dai rispettivi ministri delle finanze, che assegna alcuni nuovi poteri al fondo di salvataggio della zona euro, il meccanismo europeo di stabilità (Esm).

I ministri avevano però chiesto anche alcune indicazioni sull’idea particolarmente controversa di dare di vita ad un bilancio focalizzato sulla zona euro, in particolare le sue dimensioni, scopo, finanziamento o durata, così come su un sistema di garanzia dei depositi nell’eurozona volto ad impedire la corsa agli sportelli e a stabilizzare il sistema bancario.

Profondamente divisi, i leader hanno dichiarato che una decisione sulle dimensioni del bilancio sarà presa in seguito, ma hanno rilevato che dovrebbe essere parte di un più ampio bilancio Ue che rappresenta l’1% del reddito nazionale lordo della Ue. Ciò è ben lontano dall’idea iniziale del presidente francese Emmanuel Macron di un fondo comune che rappresenti una percentuale maggiore del Pil della zona euro.

Il bilancio inoltre, dovrebbe essere utilizzato solamente per rendere le economie dell’area competitive e simili l’una all’altra, a fronte delle richieste tedesche di formare un bilancio al fine di stabilizzare le economia attraverso la formazione di uno schema di assicurazione contro la disoccupazione.

L’esclusione della funzione di stabilizzazione per il bilancio va anche in direzione contraria alle richieste della Commissione europea, che lo voleva per sostenere gli investimenti durante le crisi.

Inoltre l’Esm ha sostenuto la necessità, per la zona euro, di disporre di un fondo separato da attivare in favore di singoli paesi colpiti da shock esterni.

I leader Ue hanno chiesto ai ministri delle finanze di elaborare maggiori dettagli sul bilancio della zona euro entro giugno 2019.

E’ stato inoltre evitato qualsiasi riferimento diretto ad un altro tema molto controverso nel piano di integrazione della zona euro, ovvero il sistema europeo di assicurazione dei depositi, ultimo tassello mancante dell’Unione bancaria.

In questo caso i ministri delle finanze Ue non sono riusciti neanche a concordare una data per avviare le discussioni chiedendo, così come sulla questione del bilancio della zona euro, ai leader Ue di trovare una soluzione per sbloccare l’impasse.

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