December 3, 2018 / 4:50 PM / 13 days ago

Manovra, Bagnai: arretramento non avrebbe nessun senso, fermi su programma

SAN DONATO MILANESE (Reuters) - Un arretramento sulla manovra non avrebbe alcun significato politico ed economico in un momento in cui sono evidenti le contraddizioni determinate dalle regole europee in Italia ma anche in altri Paesi.

Lo ha detto Alberto Bagnai, presidente della Commissione Finanze del Senato a margine del congresso nazionale della Fabi.

“Secondo me un arretramento non avrebbe nessun significato né economico né politico. Soprattutto adesso perché è evidente quali sono le profonde contraddizioni che le regole europee stanno facendo esplodere, non solo in Italia, anche in altri Paesi. Come dimostrano i folgoranti successi della Merkel o di quella che era la speranza della sinistra italiana, cioè Macron, che sta per essere cacciato a furor di popolo”, ha detto Bagnai.

“Proprio per questo dobbiamo essere molto fermi nel nostro programma di governo, nella nostra volontà di ristabilire un minimo di giustizia sociale”, ha aggiunto.

Sono proseguiti nel fine settimana i segnali di distensione tra Roma e Bruxelles sulla manovra di bilancio. Dal G20 di Buenos Aires, dove con il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha incontrato Jean-Claude Juncker, il premier Giuseppe Conte ha lanciato messaggi di ottimismo sulla possibilità di arrivare ad una soluzione, evitando la procedura d’infrazione per debito eccessivo. Bruxelles punta ad un compromesso che consenta di portare il target del deficit/Pil 2019 a 1,9-2% da 2,4%, ricostruzione confermata da alcune dichiarazioni di Tria riportate oggi dai alcuni quotidiani.

Sulla possibilità di un ripensamento sulle risorse destinate alle due riforme cardine del governo Lega-5 Stelle, reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni, Bagnai si limita a osservare che al momento “sono allocate le risorse di cui si è parlato in fondi la cui dimensione non è stata finora messa in discussione”.

“Quando in legge di bilancio qualcuno mi dirà che i due fondi per il reddito di cittadinanza e quota 100 non sono più 16 miliardi ma sono diventati 10 miliardi, allora dirò che c’è stato un ripensamento. Ma io non vedo questo sulle carte”, ha aggiunto.

(Gianluca Semeraro)

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