December 3, 2018 / 1:39 PM / 10 days ago

Banco Bpm trova quadra su derisking e tenuta capitale, borsa apprezza

MILANO (Reuters) - Banco Bpm imprime una forte accelerata finale al processo di ristrutturazione post fusione con una massiccia cessione di sofferenze da concludere a breve tra 7 e 7,8 miliardi nominali che porterà l’Npl ratio lordo del gruppo tra 11,3% e 10,6%, da 15,9% di fine settembre, e valuterà in futuro anche la vendita di Utp.

Una filiale della Banca Popolare di Milano nel capoluogo lombardo. Foto dell'11 febbraio 2016. REUTERS/Stefano Rellandini/File Photo

L’operazione di derisking è accompagnata da una riorganizzazione nel credito al consumo che, oltre a razionalizzare le fabbriche prodotto frutto dell’integrazione, ha l’effetto di sterilizzare l’impatto sul CET1 dalle vendite delle sofferenze lasciando sostanzialmente invariato il ratio patrimoniale (fully loaded) in area 11-11,5%, probabilmente nella parte alta della forchetta.

La borsa apprezza le operazioni annunciate venerdì sera che fanno venire meno i timori legati al rischio aumento di capitale, premiando il titolo con un rialzo, alle 12,45, del 5,4%.

“Negli ultimi due anni, dalla fusione, stiamo dimostrando ad ogni trimestre di mantenere ciò che abbiamo promesso” nel piano industriale concordato con la Bce in sede di fusione, ha commentato l’AD Giuseppe Castagna nel corso di una conference call prima dell’apertura dei mercati.

Secondo l’AD la situazione macro e l’aumento dello spread negli ultimi due trimestri hanno creato qualche ostacolo nel percorso, tuttavia “pensiamo che, con questo passo finale nella nostra ristrutturazione, siamo molto più in avanti di quanto ci aspettavamo all’inizio della fusione”, ha aggiunto.

Per il progetto Ace, Castagna proseguirà le negoziazioni con le tre cordate in lizza: Credito Fondiario-Elliot, DoBank-Fortress-Spaxs e Prelios-Christofferson Robb & Company.

Nei giorni scorsi alcune fonti industriali avevano indicato quest’ultima cordata ai margini della gara, lasciando spazio sostanzialmente ad una corsa a due.

Le tre offerte vincolanti ricevute, per importi di gran lunga più alti rispetto al minino iniziale previsto di 3,5 miliardi, escludono al momento un portafoglio leasing di 800 milioni sul quale è in corso una due diligence.

Il deconsolidamento potrà includere anche l’utilizzo della Gacs e prevede anche una partnership sulla piattaforma di servicing con l’investitore selezionato.

Castagna ha sottolineato il lungo percorso di derisking che porterà, con il progetto Ace, a una riduzione dello stock di Npl nell’ordine di 18-18,8 miliardi da fine 2015, ma che vede anche una riduzione di 8,5 miliardi grazie al work-out interno.

Il deconsolidmento degli attivi problematici potrebbe non concludersi con Ace. Una volta “liberati dalla pressione sofferenze” la banca, infatti, valuterà anche alcune transazioni sugli Utp (con garanzie immobiliari) il cui portafoglio complessivo è sotto gli otto miliardi, ha aggiunto Castagna.

Secondo Equita, sugli Npl in corso di cessione è possibile stimare un prezzo medio di vendita di circa 21 cent.

“Con la cessione dei 7,8 mld a CET invariato il profilo di rischio di Banco Bpm diventa simile a UBI e BPER che trattano a premio del 25% (P/TE 0.44x vs 0.3x)”, specifica la Sim in una nota.

Nella conference call Castagna ha confermato, con un approccio di estrema prudenza, la guidance sul costo del rischio di 60-65 pb.

NO IMPATTO SU UTILI DA RIASSETTO CREDITO CONSUMO

L’AD ha rassicurato gli analisti che dall’operazione di riassetto del settore del credito al consumo l’impatto sulla profittabilità sarà “neutrale o minimo, sotto i 5 milioni di euro”.

Banco Bpm ha annunciato un’intesa vincolante con Credit Agricole per la cessione di Profamily ad Agos per 310 milioni di euro, mantendo l’attuale quota del 39% nella joint venture con Credit Agricole (che possiede il restante 61%) con un accordo di distribuzione di 15 anni.

La banca ha, inoltre, ottenuto un’opzione di vendita del 10% di Agos ad una prezzo di 150 milioni, esercitabile a giugno 2021, anche se lo stesso AD ha definito “improbabile” la sua attivazione visto il divario tra lo strike price e il valore intrinseco di Agos, destinato ad aumentare ulteriormente grazie al rafforzamento della partnership.

La partecipata al 100% Profamily è iscritta a bilancio ad un valore di 140 milioni.

Il beneficio complessivo sul CET1 derivante dall’operazione è di 80 pb.

Banco Bpm è Credit Agricole hanno inoltre concordato di esplorare l’opzione IPO di Agos Ducato entro i prossimi due anni.

(Andrea Mandalà)

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