July 13, 2018 / 1:11 PM / 4 months ago

Bankitalia, titoli Stato Italia: resta volatilità nonostante minori tensioni

MILANO (Reuters) - La volatilità sul mercato obbligazionario italiano resta “su livelli elevati” nonostante le tensioni finanziarie si siano “parzialmente attenuate dopo la formazione del governo” Lega-M5s.

Lo afferma Bankitalia nell’ultima edizione del proprio Bollettino mensile pubblicato oggi pomeriggio.

I rendimenti dei titoli di Stato italiani, ricorda via Nazionale, sono cresciuti in maniera “marcata” dopo essere rimasti pressoché stabili tra la fine di marzo e la metà di maggio. Contemporaneamente le quotazioni azionarie sono scese, “soprattutto nel comparto bancario”.

Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, “in corrispondenza delle incertezze nella formazione del nuovo governo, si sono accentuate le tensioni sul mercato dei titoli di Stato italiani, con un rialzo dei rendimenti anche sulle scadenze fra uno e tre anni, riconducibile all’emergere di timori di alcuni investitori sulle prospettive di breve termine dell’economia italiana” spiega Bankitalia, che sottolinea inoltre la “riduzione della liquidità del mercato, segnalata anche dall’incremento dei differenziali fra lettera e denaro sulle proposte di negoziazione”.

Le tensioni sono state “in parte riassorbite a partire dalla seconda settimana di giugno”, afferma Bankitalia.

Dopo la formazione dell’attuale esecutivo, spiega il Bollettino, “i rendimenti a breve termine sono scesi, l’inclinazione della curva della struttura a termine dei tassi è tornata positiva, come si verifica di norma in periodi di assenza di turbolenze”, anche se “la volatilità resta tuttavia su livelli elevati”.

Per quasi tutta la prima parte dell’anno lo spread di rendimento tra Btp e Bund decennali è rimasto saldamente sotto i 150 punti base (scendendo fino in area 110 a fine aprile); da metà maggio, in concomitanza con l’emergere dei primi dettagli del programma di governo Lega-M5s, lo spread ha imboccato un rapido percorso di rialzo, che l’ha portato a fine mese a quota 324, ai massimo da 5 anni. Le tensioni sono proseguite nella prima metà di giugno ma successivamente lo spread si è mantenuto in area 230/240 pb, pur permanendo un’ampia volatilità intraday.

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