June 27, 2018 / 12:35 PM / 6 months ago

ESCLUSIVA - Carige, Fiorentino: decisioni condivise con Cda, su temi strategici più passaggi

di Gianluca Semeraro e Andrea Mandala e Valentina Za

Il logo di banca Carige a Roma. Foto del 16 aprile 2016. REUTERS/Stefano Rellandini

MILANO (Reuters) - L’AD di Banca Carige Paolo Fiorentino ha condiviso con il Cda ogni decisione presa e sui temi strategici sono state fatte anche più riunioni prima della delibera definitiva.

In un’intervista a Reuters, Fiorentino commenta quanto dichiarato oggi alla Stampa dal presidente dimissionario Giuseppe Tesauro, che ha parlato di “gestione personalistica” da parte dell’AD con il Cda “messo di fronte a decisioni già prese”.

Ieri Tesauro ha annunciato le proprie dimissioni per “sopravvenute divergenze relative alla governance della banca”. Nella tarda mattinata di oggi sono state annunciate le dimissioni del consigliere indipendente Stefano Lunardi, membro del Comitato Rischi “alla luce del sussistere di motivi di dissenso e di divergenze con l’organo di governo della società per quanto riguarda la gestione aziendale e la visione di governance”.

“Tutte le decisioni, che sono state tante nell’ultimo anno, sono passate attraverso il consiglio e su alcune decisioni strategiche abbiamo fatto passaggi reiterati in Cda. Abbiamo anche introdotto un nuovo strumento che prevede riunioni del consiglio preparatorie alle decisioni che verranno prese in successivi Cda”, ha detto Fiorentino, che ha parlato a Reuters prima che venissero rese note le dimissioni di Lunardi.

Il banchiere replica anche alle dichiarazioni di Tesauro che gli attribuisce l’obiettivo di creare “una public company in cui l’unico a contare sarebbe lui”.

“Ho trovato bizzarro il riferimento alla public company - ha spiegato Fiorentino - e se per public company s’intende garantire simmetria di informazione e tutela per tutti gli azionisti, grandi e piccoli, questo è uno dei miei obiettivi e dei miei doveri professionali che perseguo e su questo tema ho un forte allineamento con il primo azionista” Malacalza Investimenti.

Tra le motivazioni addotte da Tesauro per le sue dimissioni anche il fatto che Fiorentino avrebbe monopolizzato il dialogo con la Bce. “Il commento che faccio - ha detto a questo proposito il banchiere - è che naturalmente la Bce sceglie i propri interlocutori sulla base delle esigenze ma anche delle professionalità”.

Sui rapporti con Malacalza, Fiorentino dice: “ci parliamo molto, c’è molta dialettica sia in consiglio sia in incontri privati”.

Vittorio Malacalza, oggi vicepresidente, a seguito delle dimissioni di Tesauro assumerà almeno ‘ad interim’ le funzioni di presidente. Malacalza, che ha il 20,6% del capitale e l’ok Bce a salire fino al 28%, non ha risparmiato critiche all’AD soprattutto in merito alla gestione dell’aumento di capitale da 500 milioni concluso a fine 2017.

“Il modello di governance è articolato e complesso. Sono stato nominato dal consiglio, sto facendo il mio lavoro e vado avanti finché avrò la fiducia del consiglio di amministrazione”, ha spiegato.

Fiorentino ha poi assicurato che il piano di turnaround della banca va avanti senza scossoni o rallentamenti.

“Tesauro aveva un ruolo non esecutivo all’interno della banca e quindi continuiamo l’implementazione del nostro piano che passa attraverso la sostenibilità del modello di business. Siamo impegnati nella pulizia della banca dagli asset non performanti e percentualmente l’anno scorso siamo quelli che abbiamo fatto di più”, ha detto.

“Quest’anno vogliamo fare il passaggio definitivo verso una banca pulita che possa fare il suo mestiere. I piani non cambiano se un non esecutivo si dimette. Vanno avanti, sono la nostra ossessione professionale. Li portiamo avanti con la consueta tenacia”, ha poi aggiunto confermando l’obiettivo di scendere a 2,7 miliardi di euro di crediti deteriorati lordi a fine 2018.

E sul tema aggregazioni ha ribadito che “il management sta lavorando per mettere in sostenibilità il modello di business in una prospettiva stand-alone che assume un valore moltiplicativo se si riuscisse a trovare un’aggregazione che dal mio punto di vista è abbastanza nelle cose del sistema italiano”.

“Al momento è un ragionamento teorico. Il processo di consolidamento in Italia non è ancora partito. Quando partirà ci faremo trovare pronti. Non c’è nulla di concreto”, ha detto.

Tornando su alcune dichiarazioni di Tesauro, Fiorentino ha ricordato che nel primo trimestre i costi si sono ridotti del 24% e che “dopo cinque anni la banca è tornata in utile”.

E sul patrimonio artistico di Carige ha precisato: “La banca non vende i quadri. Ce li teniamo come testimonianza della grandezza della scuola genovese. È un patrimonio della città di Genova”.

Il tentativo di Reuters di raggiungere Giuseppe Tesauro non ha avuto al momento successo.

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