June 27, 2018 / 9:45 AM / 4 months ago

Nascita governo M5S-Lega spinge fiducia consumatori e imprese

MILANO (Reuters) - La nascita del governo frutto di un accordo tra Movimento Cinque Stelle e Lega dopo mesi di stallo ha dato una spinta alla fiducia dei consumatori e delle imprese, con l’eccezione del settore manifatturiero, che risente dell’incerta dinamica della domanda estera per effetto della disputa commerciale tra gli Usa e i principali partner.

Milano, al supermercato. Foto del 5 settembre 2012. REUTERS/Stefano Rellandini

Secondo i numeri diffusi stamane da Istat, la fiducia dei consumatori, reduce da un calo il mese precedente, è risalita a 116,2, recuperando buona parte del peggioramento registrato il mese precedente, quando era scivolata a 113,9 da 117. La mediana delle attese degli economisti raccolti da Reuters in un sondaggio prospettava una discesa a 113,2.

Nonostante l’inasprirsi delle tensioni sui mercati finanziari, in particolare sui titoli di Stato, con gli investitori preoccupati che le misure di spesa annunciate dal governo (reddito di cittadinanza, flat tax, revisione della riforma pensionistica) possano minare la tenuta dei conti pubblici, i consumatori danno fiducia al nuovo governo.

Migliorano infatti le attese sulla situazione economica del Paese, sulla disoccupazione e sulla condizione delle famiglie.

“La formazione del governo ha mitigato la forte incertezza delle ultime settimane di maggio”, commenta Loredana Federico, economista di UniCredit.

“E’ normale che con la nascita di un nuovo esecutivo gli italiani confidino in un cambiamento e guardino con rinnovata speranza al futuro. E’ sempre successo. Il problema è mantenere nel tempo questa attesa”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori.

Per quanto riguarda la fiducia delle imprese, se l’indice complessivo mostra un salita a 105,4 da 104,6 di maggio, quello relativo alle imprese manifatturiere, più votate all’export, è sceso come da attese a 106,9 da 107,6.

“Le aziende del manifatturiero stanno facendo i conti con un rallentamento della domanda mondiale e l’inasprirsi delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti dopo l’introduzione dei dazi”, spiega Federico.

“Si tratta di un deterioramento dovuto quindi a fattori esterni, mentre dai settori più dipendenti dal mercato interno, come commercio e servizi, si notano indicazioni positive”, prosegue l’economista, secondo cui l’andamento della fiducia di consumatori e imprese nei prossimi mesi sarà cruciale per capire se l’economia italiana sarà in grado di mantenere il ritmo di crescita di 1,5% osservato l’anno scorso.

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