May 8, 2018 / 2:45 PM / 6 months ago

Intesa SP, miglior trim1 da 2008, cerca partnership su risparmio gestito

MILANO (Reuters) - Intesa Sanpaolo archivia il miglior primo trimestre degli ultimi dieci anni realizzando già quasi la metà degli utili dello scorso anno e conferma l’attesa di un risultato netto dell’intero esercizio in crescita e di un dividendo cash con un payout dell’85% come da piano.

Intesa SP, miglior trim1 da 2008, cerca partnership su risparmio gestito. REUTERS PICTURE/Stefano Rellandini

La banca ribadisce l’idea di una partnership nel risparmio gestito che crei valore: “il risparmio gestito è un’attività di scala. Per diventare leader ci vuole un’alleanza strategica con un player globale che ci consenta di creare valore. Se questa opportunità si manifesterà valuterò un accordo strategico”, ha detto il Ceo Carlo Messina in conference call.

Il titolo ha praticamente dimezzato le perdite, oggi comuni a tutto il settore bancario, dopo la diffusione dei risultati. Alle 16,20 segna -0,98% a 3,1315 euro contro l’indice italiano di settore che cede 2,44%.

“Un buon insieme di risultati a livello di ricavi con un costo del rischio molto basso, capitale molto solido e attività di derisking ben avviata”, commenta a caldo un trader.

L’utile netto si è attestato a 1,252 miliardi di euro, rispetto ai 901 milioni di un anno prima. Considerando la plusvalenza di 400 milioni attesa dalla partnership con Intrum Justitia sulla piattaforma di gestione dei crediti, il dato si porta a 1,65 miliardi, pari al 43% dell’utile netto 2017 di 3,8 miliardi, dice una nota.

Il Cet1 a regime, calcolato pro forma, si attesta al 13,4%, quello in base ai criteri transitori al 13,3%. Quest’ultimo è pari al 12,2% se si esclude la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile Ifrs9.

Per il 2018 la banca conferma l’attesa di un utile netto superiore ai 3,8 miliardi dello scorso anno (calcolati senza il contributo pubblico cash da 3,5 miliardi legato all’acquisizione di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza).

Migliora la qualità del credito: nel primo trimestre i crediti deteriorati si sono ridotti di 1,5 miliardi e lo stock scende del 2,7% rispetto a fine 2017. L’incidenza dei deteriorati sul totale dei crediti è all’11,7%, ma con il deal siglato con Intrum si porta a circa il 9,5%, di fatto realizzando il 48% dell’obiettivo previsto nel piano 2017-21.

La copertura dei crediti deteriorati è al 57%, quella delle sofferenza a circa il 69%. “Non abbiamo bisogno di aumentarla, ma se nel 2018 ci viene richiesto di avere una migliore performance prenderò le decisioni del caso”, ha detto a questo proposito Messina.

Le rettifiche nette su crediti sono calate del 30,6% su base annua a 483 milioni. Il costo del rischio è sceso a 48 centesimi di punto.

I proventi operativi netti sono stati pari a 4,8 miliardi con una crescita del 10,5% rispetto a un anno prima e del 2% rispetto al trimestre precedente. Il margine di interesse è calato dell’1,3% su anno, ma è in crescita dell’1% rispetto al quarto trimestre attestandosi a 1,86 miliardi. Le commissioni sono cresciute del 4,5% su anno e diminuite del 6,4% rispetto al trimestre precedente a 2 miliardi. Stabile rispetto a un anno prima il risultato del trading a 294 milioni.

I costi sono scesi dell’1,3% su base annua e del 14,1% rispetto al quarto trimestre (-10,6% le spese per il personale) a 2,3 miliardi. Il cost/income si posiziona al 47,8%, tra i migliori in Europa.

(Gianluca Semeraro)

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