May 8, 2018 / 10:30 AM / 4 months ago

Btp chiudono in netto calo, pesa situazione politica, spread fino a 133 pb

MILANO (Reuters) - In un contesto di flessione per la quasi totalità del comparto europeo, il secondario italiano sottoperforma decisamente gli altri Paesi del blocco in una seduta in cui gli operatori sembrano aver preso coscienza dell’impasse in cui versa la politica italiana dopo le inconcludenti elezioni del 4 marzo.

Un trader di Unicredit al lavoro a Milano. Foto del 13 giugno 2013. REUTERS/Alessandro Garofalo

Domani o giovedì il Capo dello Stato dovrebbe rendere noto il nome del premier del governo ‘di servizio’ che, nelle sue intenzioni, dovrebbe guidare l’esecutivo almeno per mettere mano alla legge di bilancio. Tuttavia subito dopo le parole di Mattarella ieri sera Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno fatto sapere di essere contrari a questa soluzione esprimendosi invece a favore di un voto anticipato ai primi di luglio.

Secondo gli operatori sull’Italia pesa senza dubbio l’avvitarsi della situazione politica e soprattutto il timore, che dopo ieri si è fatto più concreto, di elezioni in estate o in autunno ma il calo dovrebbe essere limitato dal paracadute della Bce.

“L’Italia trascina tutti gli altri ma anche Bund e Oat perdono quasi mezza figura sulla scia dell’andamento dei Treasuries. Va detto però che quello di oggi sull’Italia è un movimento strutturale con molti operatori che hanno alleggerito la propria esposizione preoccupati dall’eventualità di un ritorno alle urne”, spiega un operatore di una banca italiana con sede a Milano. “Lo scenario peggiore potrebbe concretizzarsi in caso di bocciatura da parte del Parlamento di un governo voluto da Mattarella. Tuttavia anche in questo caso, a mio parere, il calo potrebbe essere contenuto dagli acquisti Bce”, aggiunge.

Attorno alle 17,30, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni si attesta a 131 punti base dai 123 del finale di seduta di ieri, dopo un picco a 133, massimo dal 12 aprile. Il tasso del decennale sale a 1,86% dal 1,75% dell’ultima chiusura, massimo da fine marzo, dopo un picco a 1,88%. In chiusura Piazza Affari cede l’1,64% dopo un calo che ha superato il 2%.

La scadenza a cinque anni dei ‘credit default swap’, i derivati che misurano il costo dell’assicurazione dal rischio default, è indicata a 91/94, sui massimi dal 20 aprile.

A mercato chiuso, il Tesoro renderà noti i dettagli dell’asta a medio lungo dell’11 maggio. Secondo l’ufficio studi di UniCredit, Via XX Settembre offrirà i benchmark Btp a tre e sette anni, molto probabilmente insieme a un 15 e un 30 anni.

Sempre dal lato offerta, venerdì verrà comunicata la cedola minima garantita del nuovo Btp Italia il cui collocamento è in agenda per la prossima settimana.

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