April 17, 2018 / 7:23 AM / 7 months ago

Italia, lieve miglioramento stime crescita e debito per biennio 2018/2019

MILANO (Reuters) - Leggero aggiustamento al rialzo per le previsioni di crescita e parallelo ritocco all’ingiù su quelle di debito nell’arco del biennio per l’economia italiana.

Traders a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid

E’ il quadro che risulta dalla mediana delle attese raccolte da Reuters in occasione del consueto sondaggio trimestrale tra gli analisti, le cui promozioni vanno confrontate con l’identica indagine diffusa il 19 gennaio.

Da sottolineare prima di qualsiasi paragone il particolare che le attese sono state raccolte lungo l’intero arco della settimana scorsa — vale a dire da lunedì 9 a venerdì 13 marzo — mentre martedì mattina Istat pubblicava i deludenti numeri sulla produzione industriale di febbraio, nuova battuta d’arresto rispetto a gennaio destinata a un ruolo funesto sulla crescita del primo trimestre.

Premessa l’impossibilità di determinare quante delle ultime stime Reuters siano state raccolte prima — presumibilmente un’ampia maggioranza — e quante dopo i numeri Istat sul settore industriale, va quanto meno sottolineato che soltanto venerdì scorso Banca d’Italia metteva nero su bianco la propria stime per il Pil del primo trimestre: un incremento congiunturale di 0,2% dopo lo 0,3% degli ultimi tre mesi dell’anno scorso.

Dopo l’incremento al ritmo di 0,9% del periodo ottobre-dicembre, secondo il bollettino di Via Nazionale la variazione trimestrale della produzione industriale al 31 marzo “sarebbe stata pressoché nulla”.

Al di là della lunga introduzione, per altro d’obbligo, si passi alle indicazioni del sondaggio trimestrale pubblicato oggi da Reuters, da confrontare come visto con le proiezioni di metà gennaio.

Corrette entrambe di un decimo al rialzo le stime di crescita — passa da 1,4% a 1,5% (attesa ufficiale del governo) — il 2018 e da 1,2% a 1,3% il 2019, per cui la Nota di aggiornamento al Def indica un identico 1,5%.

Positiva la revisione anche per le attese sul rapporto debito/Pil: dopo il 131,8% con cui si è chiuso il 2017 (dati Istat del 4 marzo che includono l’intervento pubblico per Mps, Popolare Vicenza e Veneto Banca) gli analisti sondati da Reuters prevedono una discesa a 130,3% quest’anno (131% la previsione di metà gennaio, 130% quella del governo) e 129,2 il prossimo (129,8% tre mesi fa).

Qui il secondo caveat della massima importanza, dato che il nuovo governo — di cui ancora si ignorano formazione e tempi — deve ancora formulare qualsiasi proposta di politica economica e soprattutto fiscale.

In un quadro di totale incertezza politica si sono infatti fermati i lavori sul Def — la cui presentazione in Parlamento a termini di legge doveva avvenire entro il 10 aprile — di cui la Commissione è pronta a ricevere anche soltanto un aggiornamento tendenziale privo di obiettivi programmatici.

In questo quadro per le stime di deficit la mediana Reuters indica 1,9% (1,8% a metà gennaio, 1,6% la Nota di aggiornamento al Def) per quest’anno e 1,8% (1,6% tre mesi fa) per il 2019.

Restano modeste le aspettative in termini di inflazione, con la stima sul 2018 che passa a una media di 1,2% da 1,1 a metà gennaio e quella sul 2029 stabile a 1,3%.

Ultimo aggregato di rilevanza quello sul mercato del lavoro, di cui sembra proseguire il graduale miglioramento: sempre rispetto alla mediana di gennaio, l’attesa sul tasso di disoccupazione passa da 10,9% a 10,7% quest’anno e da 10,5% a 10,3% il prossimo.

— Sondaggio compilato da Viviana Venturi

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