March 29, 2018 / 2:05 PM / 4 months ago

Portafogli più cauti a marzo, pesano rischi guerra commerciale

MILANO (Reuters) - Portafogli più difensivi a marzo in un contesto di accresciuta avversione al rischio, complice il nervosismo per le tensioni commerciali fra gli Stati Uniti e i suoi principali partner e il permanere degli interrogativi sul ritmo della normalizzazione delle politiche monetarie.

La consueta fotografia Reuters degli investimenti di dodici primari asset manager attivi in Italia rivela un ridimensionamento dell’esposizione media all’azionario di quasi un punto percentuale al 44,3% e un incremento di circa l’1,5% di quella all’obbligazionario (42,1%) in un portafoglio bilanciato globale. Liquidità in discesa al 6% circa dal 7,7%.

Gli investitori questo mese hanno cercato protezione contro i rischi di una guerra commerciale aumentando il peso dei titoli di stato del 2,5% al 48% e riducendo quello dei più rischiosi bond ad alto rendimento al 14,7% dal 15,4% di febbraio.

“Abbiamo aumentato il peso dei governativi core nel breve periodo per diversificare maggiormente i portafogli e beneficiare della performance di asset rifugio nel caso peggiorino i timori per una guerra commerciale”, spiega il responsabile Multi Asset di Generali Investments Cedric Baron.

Per M&G Investments le valutazioni sul mercato “high yield” sono ormai “al limite del costoso, in particolare in Europa”. Meglio titoli senior secured a tasso variabile e, dove possibile, debito alternativo come i “loans” per diversificare il portafoglio senza incorrere nel rischio di tasso.

Pascal Blanque, Cio di Amundi, è convinto che i dazi imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni di acciaio e alluminio non dovrebbero degenerare in una vera e propria guerra commerciale.

“Ma rischiano di pesare sul sentiment del mercato proprio in un momento in cui la liquidità sta diminuendo e ci si aspetta un irrigidimento delle condizioni finanziarie”, ha detto.

Sul fronte azionario, Generali Investments resta costruttivo nel medio periodo.

“Tuttavia, in un contesto più volatile, preferiamo essere più prudenti ed aumentare temporaneamente l’esposizione all’obbligazionario riducendo quella all’azionario”, ha detto Baron.

Hanno partecipato al sondaggio Amundi, Anima Sgr, Azimut Sgr, Banca Mediolanum, BNP Paribas Investment Partners Sgr, Credit Suisse AM, Euromobiliare AM Sgr, Eurizon Capital Sgr, Generali Investments, M&G Investments, Schroders, Sella Gestioni.

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