March 29, 2018 / 2:05 PM / 6 months ago

Kiko in colloqui con potenziali partner, decisione entro estate

MILANO (Reuters) - Kiko è in colloqui con un paio di investitori interessati ad entrare nel capitale attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale, finalizzato a sostenere l’espansione del gruppo in India, Medio Oriente e Asia e a migliorare la redditività.

E’ quanto spiegato in un’intervista a Reuters dal Ceo Cristina Scocchia, ex numero uno di L’Oreal Italia che lo scorso anno è stata chiamata alla guida del gruppo di cosmetici controllato dalla famiglia Percassi.

“Stiamo valutando un aumento di capitale che permetta di finanziare il nostro piano industriale”, ha spiegato Scocchia. L’importo non è ancora stato definito, ma potrebbe aggirarsi intorno a 70-90 milioni di euro.

Il piano industriale 2018-2020 prevede investimenti per 90 milioni nei prossimi tre anni e punta al rafforzamento del marchio e della qualità del prodotto, ma anche a rendere l’azienda sempre più digitale e internazionale, con l’apertura di 73 nuovi punti vendita in Medio oriente, Asia e India.

L’aumento potrebbe essere sottoscritto da un investitore terzo, come ad esempio un private equity.

“Non stiamo cercando un partner che apporti solo capitali, bensì anche competenze specifiche”, precisa Scocchia.

“Siamo in una fase di trattative preferenziali con un paio di operatori”, spiega ancora l’amministratore delegato. “Vorremmo prendere una decisione entro l’estate.

La società è inoltre in discussione con le banche per rimodulare le scadenze del debito, spiega il Ceo.

Riguardo la possibilità di una futura quotazione, Scocchia ha spiegato che “l’approdo in Borsa è uno degli obiettivi che ci siamo dati e sarebbe positivo e importante, ma nel brevissimo termine abbiamo altre priorità, che sono quelle di portare avanti il piano industriale disegnato nei mesi scorsi”.

Kiko, che ha oltre 1.000 punti vendita diretti in 21 paesi, ha archiviato il 2017 con fatturato a 610 milioni (+3% su anno), ma una redditività in calo.

“Per noi adesso l’obiettivo è di tornare alla crescita profittevole”, ha spiegato la manager.

L’Italia al momento conta per circa il 36% delle vendite. Gli altri principali mercati sono Francia, Spagna e Portogallo.

L’espansione all’estero di Kiko ha ricevuto una battuta d’arresto negli Stati Uniti, dove il gruppo ha deciso di razionalizzare la propria presenza, chiudendo la maggior parte dei punti vendita.

“Abbiamo deciso di chiudere 27 dei 30 punti vendita per cui ne lasceremo aperti solo tre, che hanno anche un valore di marketing e valorizzano il brand. Poi investiremo molto nell’online”, spiega Scocchia.

(Elisa Anzolin)

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