March 20, 2018 / 1:31 PM / a month ago

Popolari, verdetto Corte su riforma slitta a domani

ROMA/MILANO (Reuters) - La decisione della Corte Costituzionale sulle questioni di incostituzionalità sollevate dal Consiglio di Stato riguardanti la riforma delle banche popolari sarà resa nota domani.

Una filiale milanese della Banca Popolare di Milano (BPM), che poi si è fusa con il Banco Popolare. Foto del 29 gennaio 2016 REUTERS/Alessandro Garofalo

Lo riferiscono fonti della Consulta al termine dell’udienza pubblica di oggi.

La riforma varata per decreto legge dal governo di Matteo Renzi nel 2015 obbligava le banche popolari con attivi oltre gli 8 miliardi a trasformarsi in società per azioni entro il 27 dicembre del 2016.

Nel dicembre di quello stesso anno il Consiglio di Stato aveva tuttavia accolto parzialmente i ricorsi presentati da alcuni soci e associazioni dei consumatori congelando di fatto la riforma per le uniche due banche che non avevano effettuato la trasformazione, la Banca Popolare di Sondrio e la Popolare di Bari.

La Corte si deve pronunciare su tre questioni di legittimità costituzionale: sull’inesistenza delle condizioni per l’utilizzo della decretazione d’urgenza per la riforma; sulla limitazione o esclusione del diritto di rimborso del socio in caso di recesso, la possibilità per Bankitalia di emanare le norme attuative della riforma anche in deroga a norme di legge.

Sul primo punto, se fossero accolti i rilievi di incostituzionalità, risulterebbe travolta l’intera riforma, con conseguenza difficilmente prevedibili.

Tuttavia la Corte Costituzionale si è già espressa nel dicembre del 2016 su un ricorso della Regione Lombardia ritenendo che le condizioni per l’utilizzo dello strumento del decreto legge non siano state violate. Pertanto l’ipotesi risulta poco probabile anche per gli stessi legali dei soci che hanno presentato i ricorsi.

Secondo diverse fonti legali, nel caso in cui invece i giudici dovessero accogliere una o entrambe le altre questioni, per i soci delle otto banche ex popolari già trasformate in Spa che hanno visto limitato il loro diritto al rimborso si aprirebbe la strada dei risarcimenti.

Se venisse accolta la contestazione di una delega per una delegificazione in bianco alla Banca d’Italia, questa dovrebbe rimettere mano alle disposizioni con cui ha dato attuazione alla riforma nella parte in cui definisce le modalità di limitazione o esclusione del diritto di recesso a tutela del capitale di vigilanza degli istituti di credito.

A decidere come applicare nel concreto la pronuncia della Corte saranno in ogni caso i giudici del Consiglio di Stato.

Tra le banche che si sono trasformate in Spa Ubi aveva stabilito di procedere al rimborso delle azioni per un controvalore di 13,17 milioni di euro contro richieste complessive per circa 257,7 milioni.

Banco Bpm ha limitato il rimborso a 14,57 milioni complessivi rispetto ai 205,6 milioni richiesti.

Creval aveva deciso di non rimborsare con fondi propri i soci contrari alla trasformazione (ma le azioni oggetto di recesso sono state tutte vendute sul mercato), mentre non era stata presentata nessuna richiesta di recesso dagli azionisti di Bper.

Infine oggi la Corte ha escluso dal giudizio il fondo inglese Amber Capital, l’unico investitore istituzionale (con 90 milioni di euro investiti in Popolare di Sondrio, secondo i suoi legali) presente in udienza, perché si è costituito tardivamente, 20 giorni dopo la scadenza dei termini.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below