February 7, 2018 / 9:06 AM / 6 months ago

Tim presenta a governo piano separazione rete, azioni in rialzo

ROMA/MILANO (Reuters) - Telecom Italia (Tim) fa una mossa ulteriore verso la separazione della rete, con la presentazione del piano al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, sostenendo il corso delle azioni.

L'amministratore delegato di Telecom Italia Amos Genish alla Rai il 10 novembre 2017. REUTERS/Remo Casilli

Sono partiti i cantieri per far nascere una nuova società con gli asset di rete di Tim, che sarà controllata al 100% dalla stessa Tim, aprendo le porte a nuovi sviluppi che potrebbero creare valore per il gruppo e accelerare gli investimenti per l’infrastruttura in fibra ottica del Paese.

“Si tratta di una svolta epocale dopo che da 20 anni si parla della necessità di arrivare alla separazione e a una gestione paritetica per tutti gli operatori dell’accesso alla rete. Il nostro feedback è molto positivo, poi anche con l’AgCom dovremo valutare il dettaglio dell’operazione”, ha detto il ministro Calenda al termine dell’incontro.

L’AD Tim Amos Genish ha aggiunto che “a questo stadio la società (della rete) sarà interamente controllata da Tim e avrà una governance che sarà il punto più avanzato per la parità di accesso”. Ha poi confermato che il piano verrà discusso dal cda il 6 marzo, due giorni dopo le elezioni.

Secondo gli analisti il progetto potrebbe creare valore per il gruppo se, dopo la separazione, ci fosse un’operazione di scorporo e quotazione in borsa sullo stile di quelle realizzate dall’AD Fca, Sergio Marchionne.

La mossa che sarà discussa dal cda del 6 marzo apre anche la strada alla possibile nascita di una società delle reti, che unisca i network dei diversi operatori, inclusa Tim e Open Fiber, auspicata dalle forze politiche.

Open Fiber è la controllata Enel e Cassa Depositi e Prestiti, che ha vinto i bandi Infratel per la realizzazione della rete in fibra nelle zone a fallimento di mercato e che si propone come operatore di rete alternativo a Tim su tutto il territorio nazionale.

Una società delle reti, che accolga soggetti anche finanziari, comporterebbe maggiori capacità di spesa e un’accelerazione degli investimenti, in grado di fornire al Paese in tempi relativamente brevi una rete in fibra ottica superveloce con tecnologia Ftth.

Siamo però solo ai primi passi.

Dal punto di vista finanziario gli analisti sono cauti e il valore delle azioni resta su livelli piuttosto depressi. Berenberg, in un report di oggi, valuta Tim, il titolo “più cheap” tra quelli che copre.

Sulla possibile quotazione in borsa, già auspicata dallo stesso Calenda, Tim non si è ancora espressa e, secondo alcune fonti sentite a fine gennaio, l’attuale piano non prende in considerazione questa ipotesi.

Sulla valutazione della rete c’è un consensus abbastanza consolidato che la posiziona intorno a 15 miliardi di euro.

Alle 12,30 Tim sale del 3,2% a 70,22 cent con scambi per 64 milioni di pezzi, da una media giornaliera di 78,2 milioni.

(Alberto Sisto e Stefano Rebaudo)

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