February 2, 2018 / 11:17 AM / 7 months ago

Btp deboli con Bund, rendimento decennale torna sopra il 2%

MILANO (Reuters) - Andamento nel segno della debolezza per i titoli di Stato italiani che si muovono in parallelo a quelli tedeschi, mentre la debolezza del decennale Usa si traduce in un progressivo allargamento con l’Europa.

Un trader di Unicredit al lavoro a Milano. Foto del 13 giugno 2013. REUTERS/Alessandro Garofalo

** “Stiamo assistendo a uno ‘steepening’ della curva dei rendimenti sul tratto 2-10, in Italia ma soprattutto in Germania” dice un trader italiano. “Parallelamente vediamo un allargamento dello spread Usa-Europa, sulla peggiore performance dei Treasuries, che riflette la divaricazione delle politiche monetarie di Fed e Bce”.

** Il differenziale di rendimento sul tratto decennale fra Usa e Germania (benchmark per i titoli europei), è salito di una decina abbondante di punti base rispetto all’ultima seduta dell’anno scorso, quando si attestava a 200 punti base.

** “Per quanto riguarda la debolezza del comparto decennale europeo, che si traduce appunto in uno ‘steepening’ del tratto 2-10, essa è chiaramente più marcata sul Bund” continua ancora il trader. “Sul tratto 10-30 da inizio anno avevamo visto un ‘flattening’ che adesso si è smussato su prese di profitto”.

** Nelle ultime sedute si è registrata una buona performance dei periferici, con buon andamento anche di Spagna e Portogallo e un generale buon assorbimento dell’attività sul primario. Della fase positiva dei bond periferici europei approfitta la Grecia, che ha annunciato la costituzione di un sindacato di banche per il lancio di un nuovo titolo di Stato in euro, con probabile scadenza a 7 anni, secondo quanto riportato dal servizio Ifr di Thomson Reuters. Il lancio dell’operazione potrebbe avvenire già la settimana prossima.

** Alle ore 11,45 circa, il differenziale di rendimento fra Italia e Spagna sul tratto decennale quota poco distante da ieri, a 57 punti base, dopo dopo essersi spinto mercoledì fino a 64 punti base, massimo dallo scorso agosto. In dicembre, al culmine della crisi catalana, lo spread si era ridotto fino a 23.

** Il mercato aspetta per oggi il dato chiave sul mercato del lavoro Usa in gennaio, chiamato a confermare le attese di un nuovo rialzo dei tassi Fed già nel prossimo meeting di marzo, dopo il nulla di fatto di questa settimana. Una buona indicazione è già giunta in settimana dal rapporto Adp sul settore privato. Sul fronte Fed, gli operatori continuano al momento a convergere sull’ipotesi di tre rialzi complessivi nel corso del 2018.

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