January 22, 2018 / 8:33 AM / 10 months ago

Ynap, socio Richemont lancia Opa a sorpresa a 38 euro e punta a delisting

MILANO (Reuters) - Richemont, principale azionista di Yoox Net-a-Porter, ha annunciato a sorpresa un’offerta pubblica di acquisto sul 100% della società a 38 euro per azione, con una valutazione complessiva del leader mondiale nell’e-commerce di lusso superiore ai 5 miliardi di euro.

Ynap, socio Richemont lancia Opa a 38 euro e punta a delisting. REUTERS/Toby Melville

Il fondatore e Ceo Federico Marchetti si è già impegnato a consegnare la propria partecipazione e ha dichiarato di voler mantenere il suo impegno nella società destinata al delisting.

Dopo una iniziale difficoltà a fare prezzo il titolo Ynap sale nel primo pomeriggio del 24,4% a 37,64 euro avvicinandosi al valore d’Opa che i broker giudicano corretto e che vale il 25,6% in più del prezzo di chiusura di venerdì.

Richemont è entrato nel capitale di Ynap con la fusione nel 2015 tra Yoox e Net-a-Porter, della quale era azionista di controllo; oggi ha il 48,9% di Ynap tra azioni ordinarie (25% del capitale ordinario) e azioni speciali senza diritto di voto.

L’obiettivo, dice una nota del gruppo svizzero che possiede marchi come Cartier, Van Cleef & Arpels e Piaget, è rafforzare l’impegno nel canale digitale e supportare finanziariamente la crescita di Ynap che avrà bisogno di “continui investimenti” per vincere le sfide di un mercato sempre più competitivo.

La mossa di Richemont ha lasciato piuttosto stupiti gli analisti e d’altronde l’operazione è stata realizzata in brevissimo tempo, con il Cda di Ynap che si è riunito solo ieri (domenica) per dare il suo sostanziale via libera. Il consiglio ha infatti concesso una deroga allo standstill che impediva agli svizzeri di acquistare altri titoli fino al prossimo ottobre.

Secondo Credit Suisse, Richemont potrebbe aver visto in Ynap soprattutto un’opportunità di investimento e il management del gruppo italiano avrebbe apprezzato la possibilità di accelerare i suoi piani di integrazione senza l’obbligo - sottinteso per tutte le società quotate - di dare la priorità ai margini e ai risultati trimestrali.

Citi ci vede invece una ragione essenzialmente strategica perché Richemont punta così a sviluppare l’imprescindile settore e-commerce portando in casa società “native digitali”.

Va anche detto che spesso sono emersi rumour negli ultimi mesi che ipotizzavano un interesse per Yoox di altri operatori del settore, Alibaba in particolare. Contesto che non può far escludere a priori la possibilità di una mossa preventiva in chiave difensiva.

Una fonte vicina all’operazione esclude però questa interpretazione. “Richemont conosce bene Ynap e la considera un buon investimento, che porta competenze nel digitale senza creare sovrapposizioni con gli altri asset del gruppo. E’ un’Opa amichevole, concordata col management”, spiega.

Intanto sappiamo che Ynap continuerà ad essere gestita in modo distinto, restando una piattaforma neutrale per i marchi del lusso, con sede in Italia.

Il corrispettivo massimo dell’offerta lanciata sul 75% del capitale ordinario è di 2,69 miliardi, che salgono a 2,77 in caso di esercizio delle opzioni di stock option esistenti.

Marchetti, fondatore di Yoox e artefice dell’integrazione con Net-a-Porter, ha sottolineato in un tweet che l’offerta valorizza la società 5,3 miliardi di euro. In una nota parla di “momento memorabile” per la società e ricorda la quotazione di Yoox nel 2009 a 4 euro per azione. “Quasi 20 anni dopo aver inventato Yoox, sono sempre più affascinato dalla magia di Ynap. La prospettiva di non possedere più il 4% del capitale azionario non cambia assolutamente il mio impegno imprenditoriale. La mia motivazione è sempre stata sognare ed innovare per i nostri clienti e questo non cambierà negli anni a venire”, dice.

Marchetti detiene il 3,9% del capitale complessivo del gruppo e il 5,7% di capitale ordinario. Secondo il sito di Ynap tra gli altri azionisti rilevanti ci sono Renzo Rosso con la stessa quota di Marchetti, Mohamed Alabbar con il 3,9% del capitale ordinario e il 2,7% del capitale totale; Capital Research and Management Company con il 10,1% del capitale ordinario e il 6,9% del complessivo, Schroders con il 5% dell’ordinario e il 3,4% del capitale totale.

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