January 11, 2018 / 4:14 PM / 6 months ago

Unicredit colloca per 1,5 miliardi primo bond senior non preferred in Italia

MILANO/LONDRA (Reuters) - Forte richiesta, con ordini finali oltre 4,1 miliardi di euro, per il bond ‘senior non preferred’ a 5 anni lanciato oggi da Unicredit (CRDI.MI), il primo in assoluto in Italia.

L’importo dell’emissione è stato fissato in 1,5 miliardi.

Il bond — scadenza 18 gennaio 2023, cedola 1,00% — è stato prezzato a reoffer 99,651 per un rendimento di 1,072%. L’ampio book ha permesso all’emittente di ridurre la concessione: il rendimento finale è infatti pari a 70 punti base sopra midswap, dopo una prima indicazione stamane a ‘high’ 80 pb, poi rivista in area 75.

CUSCINETTO

I senior non preferred (Snp), disciplinati su iniziativa Ue e già in circolazione da oltre un anno in Paesi come Francia, Spagna, Belgio e Olanda, sono stati ora introdotti in Italia con la legge di Bilancio 2018. Definiti da alcuni anche Tier3, sono una nuova classe di obbligazioni bancarie, di tipo senior ma con rango intermedio tra i subordinati Tier2 e i senior tradizionali (preferred).

Unicredit — l’unica banca di rilevanza sistemica globale italiana (Sifi) — punta a emettere 6 miliardi di euro di bond Snp da qui a fine 2019, come illustrato dal direttore finanziario Mirko Bianchi nella presentazione agli analisti dello scorso 12 dicembre.

La nascita di questi bond punta a dotare le banche di strumenti ‘cuscinetto’ che facilitino l’assorbimento delle perdite in caso di bail-in o risoluzione, limitando sia i casi di sostegno pubblico sia il coinvolgimento dei piccoli risparmiatori.

In Italia la legge prevede per i bond Snp un taglio minimo di sottoscrizione di 250.000 euro e il divieto di collocamento presso investitori non istituzionali, rendendo impossibile la vendita di tali strumenti alla clientela retail delle banche.

PREMIO

Un lead manager coinvolto nell’operazione indica in circa 25 punti base, in termini di spread su midswap, il premio pagato sul nuovo bond Snp rispetto alla curva senior di Unicredit.

Un secondo banchiere, non coinvolto nel collocamento, suggerisce un confronto con il senior Unicredit 4 marzo 2023 cedola 2% IT137486555=RRPS: al momento della fissazione delle condizioni di rendimento della nuova emissione, il bond scambiava in area 0,78%, ovvero circa 29 centesimi sotto il rendimento del nuovo titolo.

“Per una prima emissione 25-30 pb ci possono stare, ma penso che a regime, per un campione nazionale come Unicredit, si possa ipotizzare più qualcosa come 20-25 pb” commenta il banchiere. “Comunque l’operazione di oggi è importante proprio perché darà un primo riferimento concreto sugli spread richiesti; è normale che Unicredit, essendo l’unica Sifi italiana, faccia da apripista; le altre banche, a cominciare da Intesa, non hanno tutta questa fretta, pian piano seguiranno”.

Ieri sera Moody’s ha assegnato un rating provvisorio Baa3 al programma di emissioni a medio termine senior non preferred di Unicredit, sulla base del supplemento apportato al prospetto in data 9 gennaio 2018. I rating attesi da S&P e Fitch sono rispettivamente BBB- e BBB.

L’operazione odierna è stata gestita da Ing, JP Morgan, Santander, Societe Generale Cib, Ubs Investment Bank e UniCredit Bank.

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