January 10, 2018 / 8:07 AM / 3 months ago

Apertura debole su rialzo rendimenti Usa, atteso nuovo Btp 20 anni

MILANO (Reuters) - Apertura in calo per i futures sui Bund e, sebbene più contenuta, anche per i contratti sul Btp, in un mercato europeo che ricalca la discesa di quello americano.

** La speculazione sull’avvio di un processo di ‘tapering’ anche nella politica monetaria giapponese — partita dopo che nelle operazioni di mercato di ieri la Bank of Japan ha ridotto gli acquisti di governativi a lungo termine — continua a sostenere il rialzo dei rendimenti decennali sui governativi Usa, portatisi ai massimi da 10 mesi.

** Centrale nella seduta odierna sarà anche il fattore offerta: già stamane infatti potrebbe arrivare il lancio via sindacato del nuovo Btp a 20 anni settembre 2038. L’operazione è stata annunciata ieri pomeriggio dal Tesoro, con la tradizionale formula “nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato”.

** Il comunicato di ieri del Tesoro è giunto a mercato aperto, facendo balzare lo spread Italia/Germania fino a 159 punti base, con una chiusura poi a 157. Il tasso decennale italiano, salito ieri fino a 2,04%, ripartirà stamane da 2,03.

** Intanto parte la tornata regolare di aste, con l’offerta di 7,5 miliardi di Bot a 12 mesi (su 7,7 in scadenza). Ieri in chiusura, sul mercato grigio di Mts, il titolo scambiava in area -0,415%, indicando un possibile nuovo minimo storico in asta, rispetto al precedente, -0,407%, registrato nel collocamento di un mese fa.

** A livello europeo, la mattinata vedrà inoltre l’asta del nuovo decennale tedesco febbraio 2028 cedola 0,5% (invariata dal benchmark precedente), con un’offerta indicativa di 5 miliardi. In agenda anche un collocamento breve greco, con 625 milioni di titoli a 3 mesi.

** Resta per ora moderato il rischio politico legato alle elezioni italiane di marzo. Dato per scontato che il voto difficilmente produrrà nell’immediato una maggioranza certa, il mercato non sembra tuttavia prezzare il rischio concreto di un referendum sull’euro. Ieri il candidato premier del M5s Di Maio ha affermato non è più il momento per un referendum, definendolo una “extrema ratio che spero di evitare”, mentre secondo il leader del centrodestra Berlusconi l’Italia non può fare a meno dell’euro.

** Bankitalia pubblica stamane i dati di novembre sulle sofferenze delle banche italiane e sul portafoglio di titoli di Stato nazionali da esse detenuto, sceso, quest’ultimo, in ottobre al controvalore più basso da gennaio 2013.

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