December 27, 2017 / 11:33 AM / in 4 months

Btp chiudono in lieve calo prima seduta dopo Natale in vista aste medio-lungo

MILANO (Reuters) - Chiusura in marginale calo per il mercato obbligazionario italiano, che sul finire ha ridotto le perdite evidenziate nel corso della prima seduta dopo la pausa natalizia, legate all’incombere delle prime aste a medio-lungo a regolamento nel 2018.

Domani, infatti, il ministero dell’Economia metterà a disposizione fino a 7 miliardi di euro in titoli a medio lungo termine, tra cui fino a 2,5 miliardi di euro del benchmark quinquennale agosto 2022 e fino a 1,5 miliardi del benchmark decennale agosto 2027.

Completano l’offerta l’off-the-run giugno 2027 e il Ccteu aprile 2025, offerti rispettivamente per l’importo massimo di 1 e 2 miliardi.

Intorno alle 17,20 il tasso del decennale italiano (il Btp agosto 2027, in offerta domani) sale in area 1,91% da 1,90%, del finale di seduta di venerdì 22 dicembre, dopo una puntata intraday a 1,95%, mentre il mese scorso in asta (dove il prezzo contiene le commissioni, pari a 35 centesimi sul decennale, con conseguente impatto inverso sul rendimento) lo stesso titolo venne assegnato a 1,73% e ad ottobre a 1,86%. In agosto, in asta il rendimento si era attestato a 2,09%.

Lo spread con l’analoga scadenza del Bund si attesta a 153 punti base da 152 punti base di venerdì 22.

Da ricordare come nell’anno che si appresta a cominciare l’Italia sarà osservata speciale dal punto di vista politico. Il rischio, stando ai sondaggi, è che le elezioni (si terranno probabilmente il 4 marzo) non diano a nessuna coalizione o partito la maggioranza necessaria a formare un nuovo governo e si apra una fase d’incertezza, mentre si delineerà un percorso di graduale normalizzazione della politica della Banca centrale europea.

Tali elementi sono stati messi in evidenza nelle linee guida sulla gestione del debito pubblico, pubblicate prima di Natale, da cui è emerso come il funding del prossimo anno sarà comunque più leggero rispetto a quello del 2017.

Secondo le stime di Chiara Manenti, dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, le emissioni lorde — Bot inclusi — saranno prossime a 387 miliardi nel 2018 rispetto a 418 miliardi nel 2017, mentre in termini netti le emissioni saranno pari a circa 50 miliardi di euro rispetto a 48 miliardi realizzati nel 2017.

Per la prima volta dopo tre anni, secondo gli analisti, anche considerando gli acquisti di titoli da parte di Banca centrale europea e Banca d’Italia, nel 2018 il mercato dovrà probabilmente digerire un’offerta netta positiva di titoli di Stato italiani, nell’ordine di 10-20 miliardi.

ASTE 2018 AL VIA CON BOT E CTZ

Stamane intanto, ha preso il via il calendario delle aste a regolamento sul 2018. Sono stati collocati 6,5 miliardi di euro in Bot semestrali, al rendimento di -0,457%, nuovo minimo storico. In rialzo, invece, al massimo da ottobre, il rendimento del Ctz ottobre 2019, assegnato per 2,5 miliardi a -0,221%.

Gli operatori evidenziano come i volumi sul secondario siano piuttosto contenuti, in un mercato di fatto semi-festivo. Sospesi fino a venerdì 29 dicembre gli acquisti operati da Banca d’Italia e Banca centrale europea nell’ambito del quantitative easing, che riprenderano regolarmente il 2 gennaio.

Dal mese prossimo, il Qe procederà al ritmo di 30 miliardi al mese, importo dimezzato rispetto a quello visto tra aprile e dicembre 2017. Verranno inoltre reinvestiti i proventi dei titoli del programma giunti a scadenza.

Gli acquisti proseguiranno a tale ritmo almeno fino a settembre 2018, fatta salva la facoltà della Bce di aumentare o diminuire l’importo mensile o la durata del programma se si rivelasse necessario.

Il primo rialzo dei tassi di riferimento, attualmente ai minimi storici, non dovrebbe materializzarsi prima del 2019 inoltrato, visto che la Bce ha assicurato che la prima stretta avverrà ben dopo il termine del programma di acquisto asset.

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