December 20, 2017 / 4:52 PM / 9 months ago

Btp prosegue correzione, tasso 10 anni vicino a 2%, domani voto Catalogna

MILANO (Reuters) - Chiusura in negativo per i Btp, anche se leggermente sopra i minimi, a conferma della fase di correzione che sta interessando il mercato in quest’ultimo scorcio di 2018, accentuata dalla discesa dei volumi di scambio.

** Da una parte si registrano aggiustamenti di portafoglio, finalizzati a ridurre il rischio in vista del periodo festivo; dall’altro l’obbligazionario europeo si allinea al movimento dei rendimenti sui Treasury, spinti verso l’alto dall’imminente approvazione della riforma fiscale voluta dal presidente Trump.

** Nella seduta lo spread Btp/Bund ha toccato i 156 pb, segnando un nuovo massimo dal 30 ottobre; il rendimento sul benchmark decennale italiano è a sua volta salito fino all’1,97%, anche in questo caso a nuovi massimi da fine ottobre.

** Il tasso sul decennale tedesco si è portato fino a 0,43%, ai massimi da oltre un mese

** Dal minimo da oltre un anno di 1,64% ritoccato appena l’8 dicembre scorso, in meno di due settimane il tasso sul Btp decennale si è mosso verso l’alto di oltre 30 punti base.

** Anche oggi la carta italiana sottoperforma quella spagnola: lo spread Italia-Spagna allarga a fine seduta di 4 punti, a quota 48. E il decennale portoghese, in area 1,80% in chiusura, tratta oltre 10 punti sotto il pari scadenza italiano.

** Il Tesoro ha appena comunicato i dettagli delle aste di Ctz e Bot di mercoledì 27, le prime con regolamento sul nuovo anno. Domani sarà la volta delle comunicazioni sull’offerta a medio lungo del 28, che secondo le previsioni di Intesa Sanpaolo vedranno tra l’altro il lancio del nuovo benchmark decennale.

** Entro i prossimi giorni via XX settembre pubblicherà anche il piano emissioni del primo trimestre dell’anno prossimo e le linee guida per la gestione del debito 2018, riportando l’attenzione sul ciclo regolare delle aste dopo alcune settimane di attività tutta concentrata su concambi e riacquisti.

** Altro potenziale elemento di tensione per i mercati potrebbero essere le elezioni regionali in Catalogna di domani. I sondaggi danno il fronte separatista e quello unionista sostanzialmente appaiati, col rischio di un nuovo parlamento senza una chiara maggioranza. Difficile dunque che il voto possa risolvere la crisi istituzionale partita con l’autoproclamato referendum sull’indipendenza del primo ottobre.

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