December 15, 2017 / 12:43 PM / 5 months ago

Ferragamo affonda in borsa dopo warning, broker sollevano tema credibilità e rischio M&A

MILANO (Reuters) - Ferragamo affonda in borsa dopo aver lanciato ieri sera un allarme sui conti 2018 e sui target di medio termine, segno che i tempi di realizzazione del piano di rilancio avviato dall’AD Eraldo Poletto si allungano ulteriormente rispetto alle previsioni.

Milano, la sfilata di Salvatore Ferragamo per le stagioni primavera/inverno 2018 davanti alla borsa. Foto del 23 settembre 2017. REUTERS/Alessandro Garofalo

La notizia, inattesa perché rafforza e peggiora le recenti dichiarazioni di cautela sul 2018, ha scatenato tra gli analisti un’ondata di tagli alle stime per i prossimi anni e ha sollevato anche qualche perplessità sul successo della ristrutturzione. Se non dovesse andare in porto, avvertono, il rischio che Ferragamo possa essere venduta aumenta notevolmente.

Intanto il titolo cede il 7% a 21 euro con volumi ingenti dopo calo iniziale di oltre l’8%, che l’ha portato a un minimo intraday di 20,42 euro, livello a cui viaggiava circa un anno fa. Il settore europeo del lusso è invece cresciuto in 12 mesi di circa il 37%.

Il Cda, dice la nota diffusa ieri, ha valutato i programmi di sviluppo della società e “l’importante piano di investimenti in marketing e IT presentati dal management per il rilancio del brand e per l’ottimizzazione dei processi commerciali, produttivi e logistici del gruppo”. Ha quindi “preso atto di un prolungamento all’esercizio 2018 della fase di transizione che ha caratterizzato il 2017 e dei relativi riflessi sulle ambizioni di medio periodo enunciate nella comunicazione al mercato del 3 febbraio 2017 che ha ritenuto di non poter confermare in quanto più difficilmente perseguibili”.

Lo scorso febbraio Poletto, giunto da cinque mesi alla giuda di Ferragamo, aveva presentando al mercato le sue linee di intervento e indicato come target di medio termine una crescita del fatturato doppia rispetto al mercato unita a un incremento della redditività.

Le aspettative positive degli analisti si sono però via via raffreddate quando la società ha iniziato a mostrare cautela sull’outlook di breve, sottolineando che il 2017 sarebbe stato un anno di transizione; sentiment confermato a novembre quando il gruppo ha deciso di tornare a pubblicare i conti del terzo trimestre, inferiori alle attese, e ha parlato di “un altro anno di duro lavoro” anche per il 2018.

“Anche se crediamo nella forza del brand e crediamo che una volta completata la ristruttrazione la società potrà crescere almeno come il mercato, pensiamo che sia necessario un lavoro efficace per recuperare credibilità”, commenta oggi Banca Akros che ha tagliato il giudizio a “neutral” da “accumulate” con target a 23 da 24,7 euro.

“Pensiamo che il tono negativo della nota (non aiutato dalla sua vaghezza) spaventerà gli investitori, che potrebbero leggerla come se il Cda avesse poca fiducia nel management e/o si aspetti ulteriori ritardi nel rilancio del brand”, dice Bernstein che aggiunge: “Questa è una società con un enorme potenziale di miglioramento e se l’attuale management non riesce a realizzare il rilancio del brand, la probabilità che sia venduta a un operatore in grado di farla svoltare cresce significativamente”.

Non è molto diverso il pensiero di Exane Bnp Paribas, che accanto alle previsioni di un generale abbassamento del consensus sul 2018 annota: “La società ha fatto capire che il riancio potrebbe richiedere alcuni anni, se fallisse la famiglia potrebbe essere forzata a pensare a una cessione, benché sia un’opzione più volte smentita”.

Un 2018 di transizione come il 2017, ragiona Kepler Cheuvreux, ben che vada significa che non ci sarà una ripresa degli utili. Mediobanca Securities immagina che il riferimento agli investimenti in IT e marketing preannunci una pressione sui margini.

Berembreg sottolinea che la decisione del gruppo di rafforzare il tono di cautela già espresso in occasione dell’ultima trimestrale sarà preso male dagli investitori. “Mentre il mercato continua a cercare nuove storie di turnaround nell’universo del lusso, un altro ritardo nelle ambizioni strategiche di Ferragamo conferma la polarizzazione degli attuali trend di mercato. Questo provocherà delusione e sposterà l’attenzione su altre storie di rilancio come Burberry, Prada e Tod’s”, conclude il broker.

(Claudia Cristoferi)

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