December 12, 2017 / 4:03 PM / a year ago

Npl, 2018 anno della svolta per mercato italiano, cessioni viste a 70 mld

MILANO (Reuters) - Dopo un 2017 particolarmente dinamico il mercato italiano degli Npl potrebbe registrare nel 2018 una svolta definitiva con un volume di cessioni che potrà raggiungere i 70 miliardi, ma rimangono aperte ancora molte sfide di tipo regolatorio, contabile e gestionale.

E’ quanto dice Pwc in uno studio sul mercato italiano degli Npl, specificando che la previsione tiene conto di alcune operazioni annunciate e non ancora concluse, prima fra tutte la cartolarizzazione di 26,1 miliardi di Mps nell’ambito del piano di ristrutturazione.

“Il 2018 sarà l’anno della svolta. Il mercato delle cessioni prevediamo che possa raggiungere i 70 miliardi al lordo delle operazioni già annunciate ma non ancora chiuse ed anche grazie alla ripresa del mercato secondario”, dice Pier Paolo Masenza, responsabile del team di financial services e operazioni straordinaria di Pwc.

Dopo il picco di fine 2015 pari a 341 miliardi, lo stock totale degli Npl lordi è sceso a 300 miliardi nel primo semestre 2017 e, a livello pro-forma, si attesterà a circa 250 miliardi a fine anno, di cui 151 miliardi di sofferenze, 93 miliardi Unlikey to pay (Utp) e 6,3 miliardi past due.

I dati proforma non considerano gli inflows del secondo semestre 2017 ma esclusivamente gli outflows rappresentati principalmente dalle cessioni chiuse nello stesso periodo.

Nell’anno che sta per concludersi le cessioni di portafogli Npl hanno superato i 60 miliardi, in un contesto di ripresa economica generale e di prosegumento della fase espansiva del settore real estate.

Una cifra record, figlia di diverse operazioni di salvataggio che hanno tenuto sotto pressione il mercato bancario italiano nel corso dell’anno — le due banche venete acquisite da Intesa Sanpaolo, le tre banche regionali Carismi, Carim e Caricesena acquisite da Crédit Agricole Cariparma — e del piano di deleveraging di UniCredit.

Tra le altre operazioni di rilievo nel corso dell’anno l’Ipo di doBank a seguito dell’acquisizione della piattaforma UCCMB da parte di Fortress e l’acquisizione di Prelios da parte di Davidson Kempner.

Tra le più recenti l’acquisizione di CAF (piattaforma e portafoglio Npl, 400 milioni lordi) da parte di Lindorff Intrum, o la partnership tra Credito Fondiario e Carige con l’acquisizione della piattaforma della banca e un portafoglio da 1,2 miliardi. Operazioni che evidenziano il dinamimso e le opportunità di M&A del mercato dei servicer, sottolinea Pwc.

Fondamentale sarà il ruolo della Bce con potenziali impatti significativi sulle politiche di accantonamento derivanti dalla possibile entrata in vigore dell’Addendum annunciato a inizio ottobre.

Una sfida importante per le banche italiane riguarda inoltre le esposizioni, all’interno dei deteriorati, relative agli Utp.

Se in termini di valori lordi il volume delle sofferenze è ancora più alto degli incagli (190 miliardi contri 140 miliardi a fine giugno), in termini netti questi ultimi sono superiori (52 miliardi contro 50 miliardi).

“Il peso degli Utp non potrà che contribuire alla ricerca e l’implementazione di quelle soluzioni proattive e ‘non tradizionali’ di cui le banche necessitano”, commenta Fedele Pascuzzi, responsabile ‘Business Recovery Services’ di PwC.

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