9 novembre 2017 / 11:23 / un mese fa

Btp, proseguono vendite in vista aste dopo recente rally, spread su Spagna sotto 30 pb

MILANO (Reuters) - Seconda seduta consecutiva di correzione del mercato obbligazionario italiano, con gli investitori attratti dalle prese di profitto, dopo il rally innescato dal verdetto più accomodante del previsto del consiglio Bce di due settimane fa e dalla promozione del rating sovrano da parte di S&P, che aveva spinto tassi e spread a 10 anni su Germania ai minimi da circa un anno.

Piero Grilli, responsabile del trading desk sui titoli di Stato di Banca Akros, sottolinea comunque come i livelli di rendimento dei titoli italiani restino molto bassi e interpreta il movimento come il risultato dalla scelta di molti investitori di realizzare delle plusvalenze in vista delle chiusura dei bilanci di fine anno.

Intorno alle 12, il tasso del decennale italiano sale a 1,77% da 1,735% del finale di seduta di ieri, dopo aver toccato nei giorni scorsi il minimo da circa un anno a 1,70%. Risale dai minimi da circa un anno a 136 punti base anche lo spread Btp/Bund 10 anni, che si attesta a 143 pb da 141 pb del finale di seduta di ieri.

Prima del verdetto del consiglio Bce di due settimane fa, il rendimento del decennale si attestava in area 2%, mentre lo spread viaggiava attorno a 155 punti base.

Ad appesantire la carta italiana l‘approssimarsi di una settimana particolarmente densa sul fronte del primario.

Ieri il ministero dell‘Economia ha annunciato che metterà a disposizione degli investitori fino a 6 miliardi di euro in Btp a 3,7 e 15 anni in occasione dell‘asta di lunedì 13 novembre, quando sarà avviato il collocamento del nuovo Btp Italia, aperto in una prima fase al retail e poi agli istituzionali.

La cedola minima del titolo, che avrà scadenza novembre 2023 e sarà indicizzato all‘inflazione italiana, sarà annunciata domani. Secondo gli addetti ai lavori, dovrebbe essere la più bassa di sempre per questo strumento, in area 0,20-0,25%.

La carta italiana, pur correggendo, continua comunque a sovraperformare quella spagnola, penalizzata dall‘incerta evoluzione della crisi catalana.

Il differenziale di rendiemento tra titoli di Stato italiani e spagnoli a 10 anni si attesta a 26 punti base, minimo da settembre 2016. All‘inizio di giugno, quando sembrava l‘Italia andasse verso elezioni anticipate in autunno, era salito fino a 72 pb, massimo da inizio 2012.

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