October 30, 2017 / 4:53 PM / 6 months ago

Sole 24 Ore, prospetto: raggiungimento target piano principale fattore di rischio

MILANO (Reuters) - Il raggiungimento nei tempi previsti degli obiettivi del piano industriale del Sole 24 Ore, definito “sfidante” dalla stessa società, è il principale fattore di rischio che emerge dal prospetto informativo relativo all’aumento di capitale da 50 milioni necessario a salvare dal fallimento il gruppo editoriale.

La ricapitalizzazione da 49,98 milioni è iniziata oggi e terminerà il 16 novembre, con diritti negoziabili in borsa fino al 10 novembre. Esclusi i 3,5 milioni di spese connesse all’offerta, in caso di totale adesione all’aumento arriveranno al Gruppo 24 Ore 46,5 milioni di euro, si legge nel prospetto.

Al momento né le azioni né i relativi diritti sono riusciti a fare prezzo per la forte distanza tra prezzo rettificato e teorico: le prime hanno un prezzo indicativo di 1,792 euro contro una chiusura rettificata a 1,494 euro, con un’ampia distanza tra bid e ask (1,792/1,4 euro). I diritti hanno un prezzo indicativo di 1,78 euro dalla parità teorica di 2,134 euro, con la forchetta bid/ask a 2,1/1,71 euro. Come spesso accade negli aumenti molto diluitivi, le azioni trattano in rialzo rispetto ai diritti perché beneficiano di un effetto “scarsità”.

Per la società che da inizio 2017 ha accertato la sussistenza della fattispecie prevista dall’art. 2447 del Codice Civile, il fabbisogno patrimoniale confermato anche dall’ultimo aggiornamento del piano industriale (4 settembre) è di 70 milioni di euro. Il nuovo piano include la cessione del 49% dell’area Formazione ed Eventi al fondo Palamon dalla quale otterrà un effetto patrimoniale positivo di 55,6 milioni relativo alla plusvalenza connessa.

Si spiega nel prospetto, però, che anche con la piena esecuzione di queste due operazioni di rafforzamento patrimoniale, ormai avviate, la società potrebbe trovarsi nuovamente in una situazione di sofferenza patrimoniale qualora nell’arco di piano i risultati fossero “significativamente” peggiori di quelli indicati dal business plan al 2020: “qualora l’Emittente durante l’arco temporale sopra indicato registrasse una progressiva erosione patrimoniale per un importo complessivamente pari a 37 milioni (corrispondente alla dotazione patrimoniale dell’Emittente all’esito dell’Aumento di Capitale e dell’Operazione Formazione), si configurerebbe la fattispecie di cui all’art. 2447 del Codice Civile”.

E il complesso delle assunzioni poste alla base del nuovo Piano, ammette la stessa società, “risulta sfidante rispetto ai risultati conseguiti dal gruppo fino alla data della Nota di Sintesi e ai dati di settore prospettici”.

Il Gruppo Sole 24 Ore stima che il fabbisogno finanziario netto per i prossimi dodici mesi sia pari a 111,7 milioni e avverte di non disporre di un capitale circolante sufficiente per far fronte alle proprie esigenze.

Oltre alla ricapitalizzazione e alla cessione della Formazione (che dà a Palamon l’opzione di salire al 51% nel 2018), il gruppo ha quindi sottoscritto con le banche finanziatrici due term sheet per Linee Revolving da 30 milioni di euro complessivi destinate a finanziare necessità di cassa derivanti dall’ordinaria operatività aziendale non previste dal nuovo piano. Gli accordi definitivi sono attesi entro la fine del mese.

Nel contempo la società dovrà procedere al rimborso integrale del finanziamento bancario da 50 milioni più altre linee bilaterali in essere per un totale di 61,6 milioni complessivi. Lo stand still raggiunto con le banche scade infatti il 15 novembre.

Tra gli altri rischi citati, quello legato alla difficoltà di certificazione delle copie digitali vendute, che nel lungo termine potrebbero incidere sui ricavi pubblicitari, il rischio di sanzioni da ADS (certificatore delle copie diffuse) per le pregresse violazioni del regolamento, alcuni rischi fiscali e i rischi connessi alle indagini in corso condotte dalla procura di Milano e da Consob per false comunicazioni sociali e appropriazione indebita in cui la società si dichiara parte lesa.

Anche eventuali scioperi legati ai piani di riduzione del costo del lavoro potrebbero pesare sulla situazione economico patrimoniale del gruppo.

(Claudia Cristoferi)

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