11 agosto 2017 / 18:22 / 2 mesi fa

Mps, perdita semestre 3,2 miliardi per pulizia crediti prima di ingresso Stato

ROMA (Reuters) - Banca Mps ha chiuso i primi sei mesi del 2017 con una perdita di 3,2 miliardi dopo aver svalutato nel secondo trimestre oltre 4 miliardi di crediti in vista della prevista cessione di 26,1 miliardi di sofferenze, mentre il Tesoro ha ricapitalizzato e ha ora il 52,2% del capitale.

La profonda pulizia di bilancio è parte del piano che ha consentito la ricapitalizzazione precauzionale da 8,1 miliardi della banca senese con l‘aiuto dello Stato dopo un burden sharing di 4,3 miliardi di titoli subordinati, che sono stati trasformati in azioni.

Il secondo azionista della banca, proprio in virtù di questa conversione, è Generali con una quota del 4,3%, mentre la banca ha 3,2% di azioni proprie.

Il Tesoro salirà ancora in autunno, comprando le azioni generate dalla conversione dei subordinati secondo una forma di compensazione prevista per i soli investitori retail, e arriverà al 70% del capitale.

La svalutazione di 4 miliardi di crediti è stata solo in parte compensata da 523 milioni di plusvalenza da cessione e da 530 milioni di rivalutazione delle Dta, portanto la perdita del trimestre a 3,1 miliardi e quella dei sei mesi a 3,24 mld.

L‘indice patrimoniale CET1 a fine giugno è crollato all‘1,5% dopo queste perdite dall‘8,2% di fine 2016, ma includendo l‘aumento di capitale è risalito al 15,4% transitional.

L‘andamento gestionale della banca mostra un calo del 12,7% del margine di interesse nel primo semestre in ragione d‘anno e un -8,8% di commissioni nette, che sono comunque cresciute dell‘1,1% trimestre su trimestre. Ci sono però anche segnali consolidati di ripresa della raccolta.

Nel secondo trimestre i depositi vincolati e i conti correnti sono cresciuti di 3,8 miliardi portando a 9,4 miliardi la crescita da inizio anno.

Lo stock dei crediti deteriorati della banca, considerando le cessioni programmate, è pari a 10,5 miliardi netti dai 20,2 a marzo 2017.

Il Texas ratio, rapporto tra crediti deteriorati e patrimonio netto tangibile, è tornato sotto quota 100. Al primo semestre è 98% contro 146% di marzo.

Rispetto a marzo, i crediti deteriorati lordi a fine giugno sono in calo di circa 500 milioni per la riduzione dei flussi di crediti da bonis a default e la crescita degli incassi sulle posizioni deteriorate.

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