2 agosto 2017 / 07:49 / 3 mesi fa

Generali batte attese in 1° semestre grazie a Danni, titolo +1%

MILANO (Reuters) - Generali batte le attese del mercato con i conti del primo semestre, grazie soprattutto alla performance nei Danni, e conferma gli obiettivi del piano strategico tra cui la distribuzione di dividendi cumulati nel periodo 2015-18 per oltre 5 miliardi di euro.

La sede di Generali a Trieste. REUTERS/Remo Casilli

“Si tratta di ottimi risultati raggiunti in un contesto di mercato caratterizzato ancora da tassi bassi”, ha detto il Ceo Philippe Donnet in un briefing sui conti.

Il titolo nelle prime battute guadagna l‘1% a 15,55 euro in un contesto assicurativo europeo piatto. “Nonostante lo scenario dei tassi di interesse ancora difficile, i Danni e Banca Generali sostengono i risultati”, commenta Enrico Esposti di Banca Akros.

L‘analista sottolinea anche l‘appeal speculativo sul titolo che deriverebbe dalla possibile vendita di una quota in Generali da parte di Mediobanca, oggi al 13%. Oggi un articolo di Repubblica disegna uno scenario da realizzarsi in due anni per minimizzare le partecipazioni a cascata tra UniCredit, a monte della catena in quanto primo socio di Piazzetta Cuccia, Mediobanca e Generali.

“Non faccio commenti su articoli di stampa. Mi risulta che UniCredit, Mediobanca e Generali siano già tre aziende separate”, ha detto Donnet a questo proposito.

Nel primo semestre l‘utile netto è stato di 1,22 miliardi di euro con una crescita del 3,7% mentre l‘utile operativo è di 2,6 miliardi (+4,1%). Il consensus raccolto dalla compagnia indicava un risultato operativo di 2,5 miliardi e un netto di 1,15 miliardi.

Il Roe operativo si attesta al 13,6%, stabile rispetto a fine marzo e oltre il target del 13%, dice una nota.

La raccolta premi si è attestata a 36,6 miliardi con un calo dello 0,8%: nei Danni i premi sono cresciuti dell‘1,5% a 11,3 miliardi con un combined ratio al 92,9% con un lieve incremento di 0,5.

Il ramo Vita invece vede premi per 25,3 miliardi con un calo dell‘1,8% e una raccolta netta in calo del 23% a causa, tra le altre cose, di una politica di sottoscrizione maggiormente selettiva nei prodotti risparmio.

Tuttavia il trend calante del Vita non è un fattore di preoccupazione per la compagnia. “Una raccolta di 5,7 miliardi è un dato molto importante, sicuramente tra le più elevate del mercato, se non la più alta”, ha detto Donnet. “Abbiamo inoltre migliorato la qualità e non ci possiamo lamentare. Non c‘è nessun tipo di preoccupazione”.

I coefficienti patrimoniali vedono un regulatory Solvency ratio al 188% dal 178% a fine 2016 e un Economic Solvency ratio al 207% dal 194%. Anche in questo caso il dato supera il consensus che indicava un coefficiente di 200.

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