31 luglio 2017 / 16:21 / tra 4 mesi

Cassa Rimini, Cesena San Miniato, slitta a settembre possibile cessione a CariParma

MILANO/ROMA (Reuters) - Slitta a settembre la soluzione per le casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato, le tre banche in difficoltà per cui, una volta liberate dalle sofferenze, CariParma (Credit Agricole) ha fatto un‘offerta da 130 milioni di euro.

Lo riferiscono due fonti vicine alla situazione.

Una delle fonti aggiunge che, in assenza di organi deliberanti ad agosto, intorno alla prima decade di settembre si riunirà l‘assemblea del braccio volontario del Fidt, fondo a tutela dei depositi, per deliberare nuovi apporti di capitale.

“Ma pian piano tutti i tasselli stanno andando a posto”, spiega la fonte.

I nuovi apporti, quantificati da una fonte in circa 95 milioni, sarebbero necessari a causa delle maggiori necessità di copertura delle sofferenze, salite a circa 3 miliardi di euro (1,2 miliardi netti), dice una delle fonti.

Elemento che, sommato alla difficoltà di trovare acquirenti per tutte le tranche della cartolarizzazione dei bad loan, ha portato allo slittamento dell‘operazione rispetto al termine informale fissato per la prima settimana di agosto.

Una parte dei 95 milioni aggiuntivi sarà proprio destinata all‘acquisto di parte della tranche mezzanina della cartolarizzazione.

Prima che emergessero i fabbisogni aggiuntivi, lo schema di cessione delle tre banche prevedeva che il braccio volontario del Fitd mettesse sul piatto circa 520 milioni, secondo una terza fonte che segue il dossier.

Si tratta di 390 milioni di disponibilità residua, a cui il fondo aggiungerà i 130 milioni che incasserà per la cessione di CariCesena.

Questi 520 milioni servirebbero, aveva spiegato la fonte, a ricapitalizzare Carim e Carismi per circa 260 milioni, a comprare la tranche junior della cartolarizzazione delle sofferenze per circa 170 milioni e a dare 90 milioni di garanzie a Cariparma.

La tranche senior, provvista di Gacs, sarebbe oggetto di cessione sul mercato mentre per la tranche mezzanina, quantificata in 550 milioni, ci sarebbe per ora disponibilità fino a 150 milioni da Atlante. Atlante metterebbe altri 90 milioni se riuscisse a chiudere un‘operazione con un altro investitore.

Ma resterebbero da coprire 300 milioni e non è chiaro quanto della tranche mezzanine possa essere coperta dal contributo aggiuntivo al Fondo.

(Andrea Mandalà, Stefano Bernabei, Giselda Vagnoni)

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