20 luglio 2017 / 07:14 / tra 5 mesi

Banca del Giappone posticipa target inflazione, conferma politica ultra-espansiva

TOKYO (Reuters) - Banca del Giappone ha mantenuto invariata la propria politica monetaria ultra-espansiva, ma ancora una volta ha rinviato il momento in cui prevede di raggiungere il suo ambizioso target per l‘inflazione, rinforzando l‘idea che si terrà dietro le altre principali banche centrali mondiali nel percorso di riduzione del massiccio programma di stimolo monetario.

Come ampiamente atteso, la banca centrale giapponese ha confermato il riferimento per i tassi d‘interesse a breve termine a -0,1% e il target per il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni a zero.

Intatta anche la guidance di politica monetaria, che prevede l‘acquisto di titoli di Stato in modo da ampliare il proprio portafoglio di 80.000 miliardi di yen all‘anno.

Per quanto riguarda l‘outlook sull‘economia, l‘istituto centrale nipponico ha tagliato a 1,1% la stima d‘inflazione per l‘anno fiscale che termina a marzo 2018 e a 1,5% per quello successivo, rispettivamente da 1,4% e da 1,7% delle precedenti previsioni.

Slitta di un anno il momento in cui, a detta della banca centrale, verrà raggiunto il fatidico target del 2%: l‘obiettivo dovrebbe essere centrato nel corso dell‘anno fiscale che si chiude a marzo 2020. E’ la sesta volta, da quando nel 2013 Banca del Giappone ha avviato un massiccio programma di acquisto asset, che il raggiungimento del target viene posticipato.

Migliorano le proiezioni di crescita: per l‘anno fiscale in corso la stima del Pil passa a 1,8% da 1,6% di tre mesi fa, mentre per il successivo migliora a 1,4% da 1,3%.

Nella conferenza stampa successiva al meeting di politica monetaria, il governatore Haruiko Kuroda ha dichiarato di non vedere la necessità di ampliare lo stimolo monetario o avviare un‘altra verifica complessiva su motivi per cui il target d‘inflazione resti sfuggente.

“L‘attuale cornice della politica monetaria è molto flessibile e può rispondere all‘evoluzione del quadro economico, inflattivo e finanziario”, ha affermato Kuroda.

“Non abbiamo esaurito gli strumenti di politica monetaria. Riteniamo che lo slancio per centrare il nostro obiettivo sui prezzi resti intatto e possa essere sostenuto all‘interno dell‘attuale cornice politica”, ha aggiunto, ricordando come recentemente anche altre banche centrali abbiano tagliato le stime d‘inflazione.

L‘economia giapponese, ha inoltre, sottolineato Kuroda, non si trova più in uno stato di sostenuta discesa dei prezzi e vedrà rafforzarsi gli effetti del quantitative easing con il tempo.

Ma a molti osservatori sembra che l‘istituto centrale di fatto si trovi al momento in vicolo cieco.

“Banca del Giappone ha le mani legate. Le banche centrali negli Stati Uniti e in Europa si muovono verso tassi più alti e riduzione del proprio bilancio, mentre BoJ va nella direzone opposta”, commenta Hiroaki Muto, economista a Tokai Tokyo Research. “Il messaggio sembra essere che è pronta a mantenere una politica accomodante per un tempo indefinito...”, conclude.

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