6 luglio 2017 / 10:14 / tra 3 mesi

Mediaset punta sul web con Mediaset play e ridisegna la pay tv

L'ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi. REUTERS/Stefano Rellandini

MONTE CARLO (Reuters) - di Giancarlo Navach

MONTE CARLO, 6 luglio (Reuters) - La Pay tv tradizionale, con abbonamento e canali lineari, difficilmente avrà un futuro, soprattutto se limitata solo a un contesto nazionale, meglio puntare sulla generalista connessa al web.

E’ questo, in sostanza, il messaggio che viene dalla presentazione dei nuovi palinsesti di Mediaset per la prossima stagione, che vedono un ritorno degli investimenti nei contenuti, quindi più fiction e programmi di infotainment prodotti in Italia per un pubblico italiano.

“L‘impegno dei prossimi mesi sarà quello di ridefinire un nuovo piano editoriale che sia capace di intercettare il nuovo gusto del pubblico, senza rinnegare il passato”, sintetizza Alessandro Salem, direttore generale contenuti, nell‘incontro con i giornalisti a Monte carlo.

Di pari passo va anche l‘apertura alla internet Tv per intercettare le nuove esigenze di una platea sempre più vasta di utenti che utilizza le smart tv connesse a pc, tablet e telefonini. Di qui l‘annuncio che, a partire da gennaio, ci sarà una nuova piattaforma digitale “Mediaset Play” che consentirà cliccando dal telecomando della tv o sui tablet di rivedere alcuni programmi, o di fare ripartire una diretta. Un prodotto che sarà gratuito e, in alcuni casi, a pagamento, sulla stregua di Spotify.

“Mediaset Play non richiede grandi investimenti, si tratta di una sostituzione di piattaforme”, spiega il Cfo, Marco Giordani.

Quanto alla pay tv, l‘obiettivo di breve è di migliorare la redditività, mettendo in conto un calo di abbonati e ricavi. E sempre che la rivale Sky non sia intenzionata ad acquistare l‘ultimo anno dei diritti della Champions, anche se al momento una trattativa vera e propria non è in corso. Teoricamente anche le telco potrebbero essere interessate al pacchetto, ma la doppia presenza di Vivendi nel capitale di Mediaset e Telecom, complica qualsiasi trattativa.

Alla domanda se questa virata possa essere interpretata come la fine dell‘avventura nella pay tv, l‘AD, Pier Silvio Berlusconi, precisa: “Premium come canale lineare non è morta, dico che quel tipo di offerta a pagamento difficilmente avrà sviluppi e sarà superata dai contenuti dalla tv gratuita e dalle Ott (contenuti over the top) che ti fanno vedere il prodotto come e dove vuoi”.

In altri termini, la pay tv può avere un futuro se si consolida a livello sovranazionale, come il modello di Sky Europe. E questo era l‘obiettivo dell‘accordo, poi disatteso dai francesi, di cedere Premium a Vivendi per puntare a un consolidamento con Canal Plus e alla convergenza con Telecom Italia.

Ma questo oramai è il passato, anche perché dal fronte francese non giungono segnali di una riappacificazione nella contesa in atto. Per il presente “Premiun sta continuando a lavorare e siamo sempre intorno ai 2 milioni di abbonati. Per i diritti del campionato di serie A giocheremo la nostra partita e faremo di tutto per dare agli abbonati Premium la migliore offerta di calcio possibile, ma nel piano presentato a Londra c‘è una Premium senza calcio, con gli abbonati che scendono vertiginosamente. Oggettivamente il mercato della pay non si è mosso ed è destinato a non crescere o a crescere pochissimo”, ha spiegato Berlusconi.

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