28 giugno 2017 / 13:16 / tra 5 mesi

Banche venete, Angeloni: fugare dubbi su aggiramento regole Ue

ROMA (Reuters) - Con l‘Unione bancaria ancora “incompleta e pertanto fragile”, bisogna fugare il timore che la liquidazione nazionale di Veneto banca e Popolare di Vicenza ponga le basi per non applicare le regole europee in futuro.

Ignazio Angeloni in un'immagine d'archivio. REUTERS/Mannie Garcia

Lo dice Ignazio Angeloni, membro del consiglio di vigilanza della Bce, durante un‘audizione in Senato.

“Molti osservatori anche autorevoli, europei e italiani, esprimono in questi giorni preoccupazione per la possibilità che la liquidazione nazionale, applicata per la prima volta a banche significative vigilate direttamente dalla Bce, possa costituire un precedente per favorire aggiramenti delle regole in futuro”, spiega il banchiere centrale.

“Tale critica, anche a livello di percezione, va presa seriamente. L‘Unione bancaria è incompleta e pertanto fragile. Il suo completamento è interesse di tutti, ma richiede anche la fiducia di tutti per essere realizzato”, aggiunge sollecitando “una riflessione sistematica su questa esperienza da parte della Commissione” europea.

La liquidazione ordinata si traduce in impegni in capo allo Stato per 10,9 miliardi che includono gli aiuti e le garanzie pubbliche a favore di Intesa SP. [nL8N1JO3GL]

Angeloni si sofferma anche sui “rischi di instabilità” che alcuni temono con l‘introduzione del bail in, l‘obbligo di imporre perdite ad azionisti e creditori in caso sostegno pubblico a banche in crisi.

Le banche dovrebbero infatti attivarsi per verificare le effettive consistenze di titoli rischiosi come le obbligazioni subordinate in mano a clienti retail e piccoli risparmiatori favorendone “se possibile la ricollocazione presso investitori professionali”.

“Poiché la presenza di tali titoli nei portafogli di investitori meno preparati può oggettivamente ostacolare la risolvibilità di taluni intermediari, anche le autorità sono interessate al problema e possono svolgere un’opportuna opera di stimolo e coordinamento”, sostiene il membro del consiglio di vigilanza.

Andrebbe inoltre introdotto “nella gerarchia dei creditori un trattamento preferenziale per tutti i depositanti”.

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