30 maggio 2017 / 13:32 / 5 mesi fa

Telecom Italia, via libera condizionato Ue a controllo da parte di Vivendi

La sede milanese di Telecom Italia. REUTERS/Stefano Rellandini /File Photo

MILANO (Reuters) - L‘Unione europea dà un via libera al controllo di Vivendi su Telecom Italia (Tim), subordinato alla vendita di Persidera, e dice che, con i rimedi proposti, anche in Italia non ci sono problemi in materia di concorrenza.

La Commissione ha esaminato l‘eventualità che la relazione tra i due gruppi possa sollevare problemi di concorrenza e “ha concluso che Vivendi non avrebbe la capacità o l‘incentivo per escludere altri concorrenti dai mercati di rilievo”.

Persidera, società di broadcasting che detiene 5 multiplex digitali nazionali, è controllata al 70% da Tim e al 30% dal gruppo editoriale GEDI.

Vivendi, socio di Tim con il 23,9% del capitale, ha notificato la possibilità del controllo “de facto” della società italiana prima dell‘assemblea dei soci, nella quale ha poi nominato due terzi del consiglio.

La decisione della Ue non sembra mutare il quadro del settore media e telecom nel nostro Paese, dove Vivendi ha acquisito una posizione rilevante con il 23,9% detenuto in Telecom Italia e il 29,9% dei diritti di voto di Mediaset, che è però controllata dalla Fininvest della famiglia Berlusconi.

Ora è probabile che Vivendi decida di partire con il ricorso al Tar contro il provvedimento dell‘AgCom che gli impone di ridurre la sua partecipazione in una delle due società italiane.

I francesi argomenteranno che non esiste controllo congiunto di Tim e Mediaset, perché quest‘ultima fa capo a Fininvest.

Sul fronte antitrust, la commissione sostiene che, se viene ceduta Persidera, non ci sono problemi di concorrenza in Italia, ma la questione del controllo di Vivendi su Tim resta aperta.

I francesi, a giustificare il fatto che consolidano a equity la società italiana, nella trimestrale dicono di avere “influenza dominante” sul gruppo italiano e sostengono di non avere una quota di controllo.

Considerati i limiti imposti dalla legge italiana, la questione è rilevante ai fini del raggiungimento di un accordo tra Vivendi e la famiglia Berlusconi dopo gli acquisti dei francesi in Mediaset sulla scia della rottura dell‘accordo su Premium.

Accordo che potrebbe passare secondo alcuni analisti per una fusione Mediaset-Tim. Si tratterebbe di una mossa che porterebbe a quell‘integrazione tra media e telecomunicazioni che sembra essere l‘obiettivo di Vivendi nel nostro Paese.

La decisione Ue potrebbe aprire anche a un cambio della guardia alla presidenza del gruppo telefonico con l‘AD Vivendi, Arnaud De Puyfontaine, che prende il posto di Giuseppe Recchi.

Nessun commento al momento dai diretti interessati.

(Stefano Rebaudo)

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