11 aprile 2017 / 16:29 / 8 mesi fa

Shell riconosce che alcuni pagamenti per giacimento Nigeria sono andati a Malabu

LONDRA (Reuters) - Royal Dutch Shell ha ammesso che era a conoscenza che alcuni pagamenti fatti alla Nigeria per i diritti relativi a un giacimento, il campo petrolifero Opl-245, sarebbero andati a Malabu Oil and Gas, una società vicina all‘ex ministro del Petrolio nigeriano condannato per riciclaggio.

Il portavoce di Shell Andy Norman ha spiegato che il gruppo aveva saputo che il governo nigeriano “avrebbe risarcito Malabu per mettere fine alle sue pretese sul blocco”. In precedenza Shell aveva detto solamente che i suoi pagamenti relativi all‘accordo del 2011 erano andati al governo nigeriano.

In un‘email a Reuters, Norman ha spiegato che mentre Shell sapeva che l‘ex ministro del Petrolio Dan Etete era “coinvolto” con Malabu, non gli era stato confermato che controllasse la società.

Etete è stato condannato per riciclaggio in un‘inchiesta separata in Francia nel 2017.

I tentativi di Reuters di raggiungere Etete si sono rivelati senza successo.

“Nel tempo ci è risultato chiaro che Etete era coinvolto con Malabu e che l‘unico modo per risolvere l‘impasse attraverso un accordo negoziato era relazionarsi con Etete e Malabu, che ci piacesse o meno”, ha spiegato Norman.

Norman ha aggiunto che la società crede che l‘accordo fosse una transazione completamente legale con il governo nigeriano.

La nota arriva mentre cresce la pressione sull‘operaizone che ha visto Shell e Eni pagare 1,3 miliardi di dollari per i diritti sul blocco offshore OPL 245.

I tribunali nigeriani e la procura di Milano stanno indagando l‘acquisizione del blocco.

A febbraio la procura di Milano ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per corruzione internazionale nei confronti dell‘AD di Eni Claudio Descalzi, del suo predecessore Paolo Scaroni, della stessa Eni e di Shell e di altre nove persone nell‘ambito dell‘inchiesta sulle presunte tangenti in Nigeria nel 2011. [ID:nL5N1FT6AL]

Eni ha già detto che sia la società che Descalzi non sono coinvolti in comportamenti illegali.

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