5 aprile 2017 / 12:00 / tra 8 mesi

Consiglio Ecofin di venerdì valuterà problema crediti deteriorati banche Ue

BRUXELLES (Reuters) - In occasione del Consiglio Ecofin di venerdì prossumo a La Valletta i ministri finanziari dell‘Unione europea cercheranno di affrontare il nodo delle sofferenze a bilancio delle banche europee, che ne erodono i margini e al contempo fanno da ostacolo al finanziamento dell‘economia reale.

La crisi finanziaria del 2008 e il successivo rallentamento della crescita europea ha determinato un forte accumulo dei cosiddetti Npl -- non performing loan -- in pancia agli istituti di credito dell‘Unione europea.

Il totale dei crediti deteriorati risulta attualmente pari a 1.000 miliardi di euro, vale a dire una percentuale di 5,4%.

Questi i numeri che si leggono sulle carte preparatorie della riunione informale dei ministri finanziari guidata dalla presidenza maltese.

Nel documento si precisa anche che, dal momento che ciascun Paese applica una propria definizione, è assai difficile fare un paragone con il livello dei crediti deteriorati di altre economia. In ogni caso, secondo dati 2015, la percentuale sarebbe di 1,7% negli Stati Uniti e 1,6% in Giappone.

“Il ritmo di smaltimento delle sofferenze rimane relativamente lento, proseguendo in questo modo ci vorrà un bel po’ di tempo” dice un funzionario Ue.

Secondo le autorità comunitarie un tasso medio di 5,4% a livello Ue è sostenibile, ma dietro tale livello si nascondono enormi disparità tra i singoli Paesi, con percentuali che vanno dall‘1% al 47%.

“Ci aspettiamo che i ministri riconoscano come il problema abbia una dimensione europea, dunque una strategia comune sarebbe più sensata” aggiunge il funzionario.

In termini di percentuale rispetto al totale dei crediti i Paesi con il più elevato carico di Npl sono Grecia, Cipro e Portogallo. Al quarto posto l‘Italia, seguita da Slovenia e Irlanda. Gli accantonamenti a copertura delle sofferenze risultano pari a circa 50% del valore di queste.

“Considerato l‘importo enorme, il problema dei crediti deteriorati non si risolverà da sé, nemmeno in un contesto di accelerazione della crescita” avverta la presidenza.

“Alcuni paesi hanno adottato misure importanti per far fronte al problema delle sofferenze, anche utilizzando i programmi di assistenza finanziaria, ma occorre prendere ulteriori provvedimenti perché si torni a un livello sostenibile” aggiunge.

Il documento invita poi i ministri a chiedere per le sofferenze un trattamento unico da parte delle autorità di vigilanza bancarie dell‘Unione europea, un‘armonizazzione delle norme sull‘insolvenza e la creazione di un mercato secondario in cui le banche si possano scambiare Npl, creando apposite società di gestione.

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